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merenda da Marianna

Venerdì intanto che torno dalla merenda dalla Leti ricevo questo simpatico sms di Viviana che mi invita a casa di Marianna x fare merenda il pomeriggio successivo, visto che loro si trovavano per studiare.
E penso che – ormai tanti – anni fa anche casa mia era così aperta da far fare agli altri gli inviti da me.
La chiamo dalla macchina con il mio fantastico Bluetooth e ci accordiamo, poi chiamo anche Marianna x chiedere l’indirizzo preciso, visto che non ero ancora mai stata da lei e che Viviana ha iniziato a dirmi “sai quella via . . . ci sono i vigili . . .”
“Chissà perché la toponomastica non è mai indicata con indirizzo e numero civico” dice Elisa riferito alla città di cremona, ma pare che sia così anche x noi . . .
Spuntato l’indirizzo, preciso che il sabato pomeriggio sarebbe stato dedicato all’acquisto x il regalo di Luca alla Città del Sole e dei paciughi da Tiger (gettonato da molti, poi, ho potuto constatare) e che poi le avrei raggiunte volentieri insieme a Massimo.
Massimo non era molto favorevole a prendere un gioco x regalo oltre al pacco natalizio, ma ho preso in mano io la situazione e non ho voluto sentire ragioni. Non è sicuramente il caso di mettersi in competizione con gli altri zii, ma . . . o forse sì?! già non saremo quelli che frequenterà di più, c’è il grave rischio che confonda Massimo e Marco visto che sono =, non ci faremo mica anche l’autogol del non regalo natalizio?!
Ultimati gli acquisti, abbiamo trovato facilmente la casa di Marianna, the e torta molto buoni, oltre naturalmente alla compagnia. Spero di averla convinta a tornare a Yoga finito il concorso e poi abbiamo un sacco di appuntamenti goliardici e mangerecci.
La simpatica merenda ci ha inoltre permesso di non sentire le chiamate dei cognati, prontamente richiamati dopo x accordarsi x la serata dove è stato chiarito di non comprare lo stesso nostro regalo x il nipote e abbiamo recuperato l’invito x Natale.
“Entro quando te lo dobbiamo far sapere se ci siamo il giorno di Natale?”
L’espressione della perfida cognata a questa mia domanda non è descrivibile.
Comunque sì abbiamo confermato la presenza.

Luca

A quindici giorni di distanza dal battesimo di Carlotta abbiamo avuto quello di Luca.
E qui, in quanto parenti stretti – addirittura zii materni – nessun borbottamento da parte di Massimo.
Solita richiesta su cosa serve di regalo e, contrariamente alle aspettative, non ci chiedono soldi, ma vestiti e pannolini. Che fosse un chiaro segnale di S. O. S. x far capire che, a soli 3 mesi del bimbo, sono nella merda? Noi ci siamo limitati a eseguire senza fare della dietrologia. Però ci spiaceva, i pannolini poi si buttano e i vestiti non gli andranno più bene. Volevamo qualcosa che rimanesse. Perché sì, nonostante la parentela stretta, siamo probabilmente alla fine della classifica immaginaria degli zii. Telepaticamente ipotizzavamo di prendere anche un bell’orsacchiotto di peluche formato giga. Come se fosse semplice. A parte il Trudy che c’era e costava anche parecchio, non ne abbiano trovato uno in tutta la città. Ci è fin venuto il dubbio che sia diventata una razza in via d’estinzione. Così abbiano trovato un simpatico delfino di peluche a un prezzo interessante.
Scioccamente pensavo che, avendo invitato poche persone al matrimonio – poche cioè 14 – al battesimo ci sarebbero state le stesse persone, valutando poco probabile ridurre ulteriormente il numero. Invece, colpo di scena, eravamo molti di più. Sono stati riesumati zii e cugini dei genitori del battezzato, credo x ragioni diplomatiche. Tanto che, credo in barba a qualsiasi tradizione, il conto l’ha pagato il nonno paterno. Grazie Ivano, quindi.
Luca ha pianto tutto il tempo dimostrando già la sua scarsa propensione alle cerimonie, mentre finito il tutto era bel tranquillo, ha mangiato, dormito e sorrideva al suo pubblico. Non ancora al delfino, ma per quello ci sarà tempo. Abbiamo mangiato bene – alla faccia della merenda – bruschette, focacce, pizze, salumi, risotto e una mega torta.
Abbiamo chiesto ad Andrea come vanno le superiori – l’altro nostro nipote è proprio grande – e abbiamo scoperto di avere anche noi 14 anni visto che siamo andati a vedere recentemente lo stesso film al cinema…ma il sospetto già ce l’avevamo…
Per il resto del pomeriggio – non ce la posso proprio fare – ho fatto amicizia con A., l’unica bambina iperattiva tra i presenti. X me era solo una simpatica bimba vestita di rosa che si avvicinava incuriosita al festeggiato (e un po’ anche al suo peluche) e poi ho scoperto che invece era un mostro, in quanto prima figlia del compagno della cugina del padre del festeggiato. Mi sembrava che volesse solo giocare, ma invece – mi sarò sbagliata – era un essere pericolosissimo, che persino suo padre evitava di curare. Lo sveltone (e giuro non conosco la mamma della bambina) non le aveva ancora nemmeno fatto fare i compiti x il giorno dopo e pare che del lavaggio dei suoi vestiti che la bambina aveva prontamente sporcato rotolandosi x terra, se ne occupi una tal nonna Luisa.
Ovviamente io le davo retta tra lo sguardo inorridito degli altri del tavolo che non capiscono che l’infanzia abbandonata è costituita da una “casistica” molto molto ampia e variegata, non sono solo i bambini che adotti a distanza x detrarlo dalle tasse.