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Rosso pomodoro

Il disastro della settimana è giunto al termine, non in modo meno disastroso, dopo la supervisione.
Il pensiero di tutte le cose che non ho fatto, mi ha fatto portare a casa del lavoro.
Ancòra.
Fortunatamente mi ero già organizzata il venerdì sera in modo adeguato: consapevole del fatto che le famigliole con figli hanno orari, chiamiamoli di prima serata, avevo già programmato il post, chiamando sapientemente Elena in pausa pranzo per chiederle se potevo aggregarmi a lei sul tardi, in modo che avrebbe tenuto d’occhio il telefono e io non mi fossi saltata la serata, x colpa delle chiamate perse.
Arrivo da Nico puntualissima, seppur non eccessivamente infighettata. Aggiornateci vicendevolmente sui recenti avvenimenti/pettegolezzi, vinco un gioiello fatto a mano da lei, credendolo il mio regalo di compleanno lo accetto volentieri, anche se il destino di tutti i pendagli/braccialetti & co. che mi regalano è di finire in camera chissà dove. E’ più forte di me. Anche di anelli porto solo la fede.
Constatato che Simone dovrà studiare meglio geografia x lunedì, attendiamo impazienti l’arrivo di Giordana che, come ogni venerdì sera in cui vogliamo uscire insieme, faceva chiusura.
Arrivata lei, andiamo al Rosso pomodoro xchè lei ricordava con piacere i dolci e io assolutamente volevo la pizza fritta! Oltre al fantastico tiramisù alla Nutella e crema chantilly della foto che era così buono come sembra.
Abbiamo mangiato bene e Simone, considerando che gli altri bimbi x motivi vari non c’erano, è stato fin troppo bravo. Siamo riusciti a coinvolgerlo oltre che con il cibo, con la macchina fotografica e il locale mezzo vuoto ha permesso che lui si potesse esprimere liberamente senza paura di infastidire (n. d. r. quando Massimo e io andiamo a mangiare fuori da qualche parte e ci ronzano intorno dei bambini sconosciuti – sì sono io che li attiro, lo so, soprattutto se sono in qualche modo un po’ sfigati – lui dice sempre: “ma xchè non se li curano?”).
La confezione Pupa che mi è arrivata in regalo (era quello il regalo) era davvero carina.
Sbolognati Andrea e Simone a casa (o forse loro hanno sbolognato noi?!) siamo andati a salutare Massimo nel bar dove fa il DJ e ci siamo bevute un caffè.
Poi come da copione loro sono andate a nanna e io ho chiamato Elena che era in giro con Elisa e le ho raggiunte al DNA. Ho anche incontrato Andrea e gli ho chiesto di salutarmi Chiara con cui non si riesce mai a vederci (beh certo se lei è relegata a casa col figlio e lui fa il finto ggiovane che esce con gli amici . . .)
Tutte concordi nel dire che se badi solo alla stanchezza il venerdì sera te ne staresti a letto, ma del tipo addirittura senza cena, se invece riesci a fare quel passo in più che ti permette di uscire di casa, ti godi una bella serata.
Grazie, ne avevo proprio bisogno.