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perdita di capelli

Non mi sto ovviamente riferendo alla perdita di capelli maschile x cui poi si ride e scherza sulle pelate altrui, ma pultroppo ai miei capelli che se ne vanno. Non me ne sono mai preoccupata + di tanto, fino ad adesso: in primavera accuso il cambio di stagione, d’estate li perdo e dò la colpa al fatto che li tengo legati con quei fermagli che probabilmente li strappano, in autunno come cadono le foglie cadono anche loro, d’inverno ne perdo meno e quindi mi tranquillizzo definitivamente.
Ma adesso come faccio?
Adesso mi crescono quelli bianchi e a ogni capello scuro che perdo il rischio è che ne ricresca uno bianco…

Erika top style

Non sono sicuramente di quelle signore che vanno a farsi fare la messa in piega tutte le settimane.
Ho sempre avuto un rapporto piuttosto difficile con le parrucchiere.
Mia madre andava di rado, proveniendo da un’altra città lei stessa non è mai riuscita a “integrarsi” e quindi già da bimba/ragazza non avevo quella di fiducia dove va la mamma e tu ricevi tutti i complimenti “oh che bella bambina”.
Ne ho provate varie.
Poi avevo fatto una lunga pausa dopo che mi aveva lasciato Andrea. C’è chi dopo che ti lascia il moroso cambia look ogni mezz’ora e io invece mi ero bloccata. Poi con l’aiuto di Federica avevo iniziato a rivalutare l’idea di contemplare la parrucchiera come posto da frequentare.
Mi ero trovata bene da Sonia che era comoda perché vicino a dove lavoravo, non voleva la prenotazione, poi l’hanno spostata, ma cmq non sarei rimasta lì a lungo dopo che la tipa aveva quasi rifiutato di farmi le treccine “xchè ti si vede troppo la faccia” “e quindi?”. Non sono mai stata particolarmente deforme… ho due occhi azzurri x cui ho sempre ricevuto vari complimenti (non solo dalle zie e da quelli che ti vogliono portare a letto) e un normale ovale come viso…
Mi ero trovata anche bene dal parrucchiere di Borgo Faxall…finchè non ha chiuso…andavo insieme alla mia amica Erika, facevano dei massaggi alla testa eccezionali e ci scambiavano per due sorelle (x due figlie uniche come noi c’era persino da commuoversi).
Sono tornata a riprovarne varie fino a che mi stufavo o perché volevano analizzarmi dei capelli (neanche fossi un’utente del Sert) o perché volevano vendermi chissà quale shampoo e/o prodotto miracoloso, o perché mi tagliavano troppo o perché non volevano farmi il colore richiesto.
Per il matrimonio sono andata vicino a casa mia dove non mi sono trovata male (le spose le viziano xò), ma questa storia di dover prenotare e quindi programmarlo in anticipo, non ce la posso fare.
Un giorno di qualche anno fa girovagando dopo il lavoro (prima di Anita, prima del car pooling) “inciampo” in questa Erika top style, vicina al mio lavoro, riceve anche senza appuntamento, carina, professionale, fa sempre la ricevuta. Contestualmente arriva l’anno in cui tra i buoni propositi dichiarati all’aperitivo natalizio precedente, c’è quello di andare almeno una volta al mese dalla parrucchiera. Poi sono andata meno, lei si è spostata un pochino più lontano, ma quello che mi ha fatto continuare in assoluto è stato che sì, mi aveva consigliato l’ennesimo prodotto, ma, pur avendocelo lei, non ha tentato di vendermelo! grande. Abbiamo avuto i nostri problemi quando era incinta e aveva rimarcato il mio numero di capelli bianchi (che non avevo chiesto di tingere), ma ho voluto darle il beneficio d’inventario incolpando gli ormoni.
E così sono tornata. Il battesimo di Carlotta meritava che io avessi almeno una testa in ordine: taglio, colore, piega.
Era passato tanto tempo e avrebbe potuto massacrarmi come fanno altre quando vai sporadicamente E’ stata carinissima, si ricordava nome, colore usato, ha accettato di scurirmelo un po’, si ricordava anche che uso Alien come profumo!
E così sono ritornata anche ieri e con buona probabilità ci tornerò la prossima settimana per il matrimonio.