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treno pieno

questa storia della formazione obbligatoria mi fa un po’ sbroccare.
del tipo che mi iscrivo a tutto.
mi dovrò dare una calmata…
inizialmente mi ero iscritta a Modena con l’idea di andare in macchina e poi andare a trovare la Francy.
Per una serie di concomitanze ho scelto poi il treno.
In stazione in bici.
Colazione al wok di Borgo Faxall con uno spettacolare cappuccio+saccottino al cioccolato a €1,80
treno 7.52
era pieno: gente che chiacchiera, legge, telefona, usa la tecnologia. Mi ha colpito il tipo che giocava con gli scacchi – veri intendo. E m’immaginavo i bloggers che li fotografano…

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“Al ritorno non passo da Piacenza” ovvero il navigatore questo sconosciuto.

Venerdì avevamo concordato auto separate, visto che – in teoria – non sarei dovuta passare da Piacenza.
L’appuntamento con Elisa era alle 7.50 al Furnasön, ma Francesca era piuttosto sicura che non l’avremmo incontrata. E così è stato.
Viaggio silenzioso, lei dormicchiava un po’, abbiamo giusto commentato positivamente l’arrivo del venerdì e ricordato il racconto di ieri di Rita che ha spiegato al marito l’uso di Shazam. Mitica!
Avevo ritentato con le scarpe scamosciate, ma avevo ancora in macchina anche gli stivali da pioggia.
Nell’ultimo pezzo del percorso da sola consideravo cmq che, nonostante io sia una fan del “si punta tutto sul tempo libero” non è possibile vivere la settimana in funzione del week end.
Ma come sempre quando sono un po’ disorientata sull’aspetto lavorativo arriva qualche provvedimento dell’A. G. che riequilibra tutto.
Alla faccia di chi ci vuole male – come avrebbe detto poi Fabio in serata.
E così è bastato inspirare ed espirare x vedere tutto sotto un’altra ottica.
Oltre a spegnere il cellulare di servizio alla conclusione dell’orario canonico.
Ho persino trascorso la pausa pranzo con le mie colleghe e mi sono confidata circa la spesa inutile che ho sostenuto x duplicare una chiave che poi mi è stata regolarmente consegnata.
Silvana mi ha tel x un passaggio, ma l’ho dirottata su Francesca ed Elisa visto che “al ritorno non passo da Piacenza”.
Prima delle 16.30 ero in macchina – casello di Castelvetro – dove cazzo ho sbagliato strada che x andare a Modena sono invece arrivata a Pc quando potevo benissimo tagliare a Fiorenzuola?!
Ero abbastanza tranquilla, dal momento in cui avevo impostato il navigatore e mi sarò distratta.
Quando non l’avevo non ho mai scazzato lo svincolo. Lavoro a Cremona dal 2002 e la Francy la conosco da prima, quindi sono 12 anni che ogni tanto da Cremona vado a Modena, senza passare da Piacenza. sgrunt.
Finalmente arrivata – 18.30 – la serata poi è andata bene.
Lei ha una di quelle case in cui le persone si sentono libere di passarla a trovare a tutte le ore.
Anche a me sarebbe piaciuto impostare la mia abitazione così e x un periodo ci sono anche un po’ riuscita, ma ormai sembra una vita fa.
Poi ha iniziato a piovere e ho dovuto insacchettare le mie scarpe x non farle bagnare nell’arrivare alla macchina.
Il ritorno è andato via liscio.
E la beffa: a Fiorenzuola mi indicava di ripassare a Cremona…allora mi prendi x il culo.
mitikalu 0 – tecnologia 1.
Ma non mi sono fatta trarre in inganno e sono arrivata a casa.
Sana e salva.
come sempre.

@ Francy’s

D’estate ci si dimentica che poi, cambiando la stagione, arriveranno ghiaccio, neve e nebbia.
Quando a luglio Francesca è venuta a trovarmi da Modena ci siamo salutate pensando che ci saremmo viste a breve.
Decisamente le volte in cui vado io a trovarla sono numericamente di più, ma le sue visite sono, x così dire, “di qualità”. E’ venuta lei quando studiavo come un’ossessa per il concorso, è venuta lei quando mi sono sposata, è venuta lei quando avevo appena preso casa e adesso che sono poco mobile x via della mobilità di Massimo: sapendo che lui è a casa mi dispiace di + lasciarlo da solo.
La sua caratteristica principale è sicuramente l’ospitalità mista a una buona disorganizzazione. E’ a causa del numero consistente degli imprevisti che lei sempre ha che ho potuto conoscere e stringere dei legami di amicizia anche con i suoi amici che sono parimenti ospitali, ma molto meno disorganizzati e quindi un po’ più affidabili. Come in vacanza in Puglia o come quando ero nella piscina della casa di suo padre, da sola.
Quando mi aveva lasciato Andrea volevo trasferirmi definitivamente a Modena. Ma non è la storia di oggi.
Il viaggio di ritorno del venerdì, quando sono in macchina da sola, lo impiego di solito per chiamare le persone. Erano già un paio di venerdì che la chiamavo con l’idea di organizzarmi di andarla a trovare e mi invita x una cena in compagnia x domenica sera, anche con Massimo.
Tornata a casa gliel’ho chiesto, pensando che mi avrebbe detto di declinare l’invito e invece, inaspettatamente mi ha detto di sì.
Ovviamente sono stata insultata tutto il viaggio dal mio consorte x aver scelto la prima serata nebbiosa della stagione.
Ma poi la serata là è andata bene: c’era Fabio che fa sputtanare dalle risate, ho conosciuto la sua fidanzata Silvia,c’era Agnese che ha apprezzato molto la coppa (n. d. r. la coppa me l’aveva chiesta il suo ex “tanto abbiamo l’affettatrice”, peccato che andatosene via di casa se l’è portata via, l’affettatrice…) anche se se l’è dovuta tagliare con la coltella, c’era Matteo che loro stessi non vedevano da anni, con la fidanzata Karin e sì lui l’avevo già conosciuto “ma sembri un po’ Balasso!te l’avevo detto anche l’altra volta?!” peccato che qualcuno abbia voluto precisare che Balasso è veneto … e poi Tarzan. Mi hanno comprato addirittura i Fanciullotti.
Il ricordo del terremoto x loro che l’hanno vissuto così da vicino è ancora forte e quindi ne hanno ancora parlato.
Francesca è sempre un punto di riferimento importante: abbiamo persino parlato dei DSA che lei da maestra, mi ha dato un buon punto di vista.
E poi il consiglio profetico: cambia lavoro finché non hai ancora avuto dei problemi grossi.
Ovviamente l’unico consiglio che seguo è quello del Liga: “se volete un consiglio: non accettate mai consigli” e quindi non ho presentato alcuna lettera di dimissioni.
Oggi 10 dicembre 2013, richiesta di risarcimento all’azienda x una cifra che non riesco nemmeno a scrivere.

Avila

decisamente non ho più il fisico per andare a ballare al sabato sera.
Non che non lo sapessi.
Ma il lavoro serale di Massimo mi fa riconsiderare la mia idea di week end.
D’altra parte è da Sliding Doors che è chiaro che quello che deve accadere, accade.
Oltre a tutte le conferme successive del mondo reale: Federica che conosce uomini tutti uguali al suo Andrea, la Sfiga che se ce l’hai te la tieni, anche se le A. G. tentano di cambiare la tua strada.
E quindi ‘sto giro non ho organizzato nulla x festeggiare al venerdì sera il mio compleanno con le amiche e mi sono orientata più sul sabato, sapendo che la gente, al sabato, ha cazzi e mazzi.
Tanto che avevo considerato l’idea di andare a trovare Francesca a Modena, nel caso in cui non mi avesse cagato nessuno.
Fortunatamente posso sempre contare su Cinzia e quindi ci siamo organizzate per bere qualcosa dove lavora Massimo, ma che lo so che c’è la musica alta e non si chiacchiera bene.
La proposta indecente di andare all’Avila proveniva invece da Anita, altro punto di riferimento saldo.
Così fatte passare le pippe sulla mia vecchiezza x andar a ballare al sabato sera, l’abbiamo raggiunta.
Era pieno di vecchioni, che fortunatamente quando andavo a ballare da adolescente non c’erano.
Erano probabilmente le stesse persone che c’erano allora, solo con qualche capello bianco in più.
Le stesse che hanno scelto un progetto diverso da quello classico della famiglia tradizionale italiana, che comporterebbe al sabato sera qualcosa di diverso.
Ma eravamo lì xchè qualcosa non ha funzionato?
O forse questo sarebbe il punto di vista di chi si è adeguato al modello?
Poco importa.
La musica era bella, gli amici di Anita simpatici, abbiamo ballato e scherzato. E io sono riuscita a non cadere nel fango, intanto che sono scivolata all’uscita dal locale.
Vediamo quanto durerà il rincoglionimento della domenica.