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mercatino europeo


Ne ho già parlato lo scorso anno e anche quest’anno ce l’abbiamo fatta a visitare il mercatino europeo sul pubblico passeggio.
Anche se devo dire che andarci una volta sola non riesci ad assaggiare tutto.
Quest’anno le due novità erano il pollo spagnolo e il messicano.
E noi abbiamo optato per il pollo.
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La tipa non era spagnolissima, secondo me.
Sarà stato l’accento italiano che l’ha tradita.
O il fatto che ignorasse l’esistenza della salsa alioli – avendomela chiamata aglioeolio…

non si può sfuggire al proprio destino

Nel 2001 sono uscita per qualche mese con Alessandro – il tipico “piacentinasso” – come direbbe Davide – mi aveva fatto subito una buona impressione per la sua intraprendenza: da qualche tempo ci stavamo incontrando in giro un po’ da tutte le parti e allora lui decise di “agganciarmi” chiedendomi se io non fossi amica di un tal tizio, alla mia risposta negativa, lui mi spiegò nel dettaglio a chi si stesse riferendo e allora dissi che sì lo conoscevo a malapena. Ma ormai il ghiaccio era rotto. All’epoca io non avevo il cellulare e per i ragazzi era più arduo prendere il coraggio di chiamare a casa con il rischio che rispondessero i parents piuttosto che contattare sui cellulari con, alla peggio, il rischio di essere una chiamata non risposta. In realtà poi lo chiamai io perché avevo bisogno di un favore e dopo qualche uscita ci mettemmo insieme.
Era subito partito in quarta e dopo 4 giorni parlava di matrimonio, ma io avevo sottovalutato il livello di psicopaticità e lo trovavo solo molto carino a fare programmi insieme. Anche se in realtà i programmi non erano insieme: lui faceva i programmi e io avrei dovuto parteciparvi, come le vacanze in camper (ah ah ah!) le domeniche d’estate in Trebbia (ah ah ah!) e la scuola di cucina piacentina da sua madre (ah ah ah.)
Poi ci lasciammo per altri motivi, ma ormai era diventata leggenda tra le mie amiche, tanto che si ricorda l’aneddoto ancora dopo tanti anni con la stessa ilarità, se salta fuori nel discorso.
Mia cognata ha avuto in giugno un bimbo e quest’anno Massimo mi ha informato che lui e io avremmo aiutato sua madre a preparare gli anolini per Natale.
Pensavo di aver scampato la scuola di cucina casalinga @suocera’s ormai da 12 anni.
Ma ora lo so.
Al proprio destino non si può sfuggire.
Quando ho telefonato a Nicoletta x dirglielo, si è messa a ridere.
Credo che non abbia ancora smesso.
Ma in fondo è giusto così, proprio ieri al pranzo del car pooling abbiamo detto che stiamo perdendo la tradizione, che non si fa più la pasta fatta in casa, eccetera, eccetera.
Quando siamo arrivati sia la pasta, sia il ripieno erano già stati fatti.
Pare che le proporzioni siano per ogni etto di farina 1 uovo (e quindi lei ne ha messe due in più al totale), 2kg circa di carne presa da Gianluca e il quantitativo di parmigiano reggiano è invece rimasto segreto.
618 anolini fatti – per 14 persone, direi 13 e 1/2 –
A Natale mangeremo troppo.
Anche quest’anno.