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serata in casa

siamo nel cult

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PRIDE

prideloc[1]
non conoscevo la storia – perché la mia ignoranza non ha davvero confini.
Ovviamente nel film è romanzata e a me è piaciuta tanto.

Basato su una storia vera, Pride è ambientato in piena era Thatcher, durante lo storico sciopero dei minatori inglesi del 1984. Degli attivisti del movimento gay, spinti dalla solidarietà verso chi, come loro, lotta contro il sistema, decidono di raccogliere fondi per gli scioperanti del Galles. I minatori, però, accolgono con diffidenza l’iniziativa, considerando il sostegno di lesbiche e gay inopportuno e imbarazzante. Ma l’incontro fra i due mondi, difficile per non dire esplosivo, si trasformerà in un’entusiasmante amicizia.

Trascendence

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ok, Massimo dice che io vado a vedere questi film solo perché c’è lui che è figo.
Non negherò.
Il film non mi è dispiaciuto anche se sembra una via di mezzo tra Minority Report, Simòn e le lezioni di catechismo.
E sicuramente non l’avrò capito io, ma alla fine il regista non sapeva come tirar fuori un finale.

Gigolò per caso

Gigolò x caso
Siamo andati al Jolly 2 a San Nicolò.
Se l’aver visto questa settimana questo non mi permetterà di vedere Trascendence perché scenderà, pazienza.
Bisogna scegliere. E ‘sto giro ho preferito accontentare Massimo.
Il film a me è piaciuto, ho riso e non l’ho trovato banale anche se probabilmente c’è qualcosa che ci è sfuggito.
Turturro se la canta e se la suona un po’: beh effettivamente anch’io se fossi regista del film metterei me come protagonista femminile e per esempio Tom Cruise come protagonista maschile.
Per quanto riguarda Vanessa il mio interrogativo di come abbia fatto a stare così tanti anni con Johnny non avrà risposta.

La sedia della felicità

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dal treno del ritorno ho contattato poi Anita x chiederle un’alternativa allo stare in casa a vedere runway bride – che conosco a memoria – ho vinto un autoinvito al cinema a vedere questo film.
C’è dello scetticismo da parte mia sui film italiani, tutto attaccato da Massimo, perché in realtà è stato divertente. Anche le chiacchiere dopo al DNA DNA

Saving Mr. Banks

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Al lunedì sera ci piace andare al cinema, quando c’è qualche film che ci interessa.
Da quando sono andata a vedere “il Diavolo veste Prada” da sola, Massimo condivide molto di + la visione di film insieme, anche se su qualche film ci tenta, quando vediamo i trailers: “questo lo vai a vedere con le tue amiche?”.
Quello di ieri mi è davvero piaciuto.
La storia sarà anche stata ben romanzata e riorganizzata x il grande schermo, ma se voglio la vita vera non vado al cinema (e non guardo la tv).
Sarà che il film Mary Poppins – come la maggior parte della popolazione – lo conosco bene, sarà che il Tom Hanks nei panni del signor Disney fa sputtanare, sarà che non ho mai avuto un papà figo come Collin Farrel…il film mi ha emozionato.
Sì ho pianto.

Blue Jasmine

Blue Jasmine
Al lunedì il cinema costa €5 e spesso ne approfittiamo per andarci, risparmiando un po’.
Preferisco i cinema del centro alla multisala: ci si può andare in bici o se si va in macchina tra dove parcheggi e il cinema, così ti guardi due vetrine e fai una passeggiata. Poi qualche anno fa c’erano gli abbonamenti che valevano per tutte le sale del centro e risparmiavi un sacco. E’ capitato talvolta di andare anche al multisala, ma ha le sale piccole, devi decidere il posto alla cassa perché cambia il prezzo a seconda di dove ti siedi, talvolta senti i rumori di un’altra sala e l’ultima volta c’erano questi ragazzi maleducatissimi che erano entrati senza biglietto (probabilmente avevano pagato per un’altra sala e poi si volevano vedere un secondo film “a scrocco”).
Ma credo che sia una questione generazionale.
Per un periodo non ci sono stati film che ci interessavano, ma da quando sto con Massimo quelli di Woody Allen sono direi obbligatori.
Trovo sempre molto curioso che alcune attrici riescano a interpretare così bene il ruolo della pazza – come l’Angelina che mi aveva preso l’Oscar – bravura o genetica?
ma la Cate davvero eccezionale, ci si riesce davvero a immedesimare, il personaggio è tremenda, ma tu davvero tifi per lei, e quando alla fine capisci che la rovina se l’è causata da sola, il film finisce.
I mariti traditori sono avvisati: converrà pagare almeno tasse – e in effetti è davvero così: in tutte tutte tutte le separazioni conflittuali dove non ci sono redditi certi arriva la guardia di finanza. Convincili tu che non è vero che glieli ha mandati l’ex.