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festa del gelato

Non sono brava a fare le cose da sola.
Il concerto di Noel è ancora lontano, per intenderci.
Effettivamente avevo delle alternative in compagnia, ma inizialmente ho pensato che la festa del gelato in solitaria si conciliasse meglio con il mio aperitivo dopo.
Avrei potuto anche andare a prendere il sole con Elena, ma non sono ancora pronta al sunbathing.
Così finiti due lavori in casa, dopo aver cincischiato un po’ davanti al computer, mi sono preparata x andare in piazza con l’idea di documentarmi su quale tipo di gelato potrò mangiare quest’estate.
festa gelato 2016
il troppo caos però non mi ha permesso di ultimare il mio programma, ho fatto un giro in centro x negozi x guardare se ci sono dei costumi mutandosi e poi me ne sono tornata a casa.
Ho anche evitato lo sguardo di alcune persone che non gradivo incontrare, cosa che non è da me, ma volevo evitare che mi chiedessero cosa ci facevo da sola, o peggio che stentassero a capire chi sono.
Farò altri esperimenti sperando in un successo maggiore.
L’aperitivo invece non è andato male: c’erano anche degli stuzzichini non completamente nocivi x il mio colesterolo alto.
Ritual
Ci siamo aggiornate sulle ultime cose, dopo il funerale.
La situazione con le sue (future ex) amiche è in peggioramento.
Mi ricorda me 10 anni fa.
Non va bene nulla: quando la escludono perché la escludono, quando la contattano non va bene lo stesso, perché vuol dire che sono false.
“Ti faccio leggere il biglietto”.
Mi aspettavo qualcosa ad alto livello caustico e invece NULLA. Un biglietto augurale scritto a mano, magari un po’ infantile, ma non certo offensivo.
Non c’è possibilità: se le relazioni sentimentali e amicali vanno così tutte in vacca, allora capisco chi “si chiude” nella propria famiglia ristretta (o allargata) e rimane lì, parando i colpi che arrivano dall’esterno, richiudendosi sempre di più.
L’unica lezione che posso imparare è quella di non offendersi se le cose non vanno come si vuole, con un atteggiamento positivo ci si allontanerà meno, ma questo poi cozza col non tenersi tutto dentro che poi si implode.
Respira.

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Festa di primavera

festa di primavera
Nella pigrizia della domenica non potevo però non fare un giro sulla fiera, sapendo che, avendo Roby e Maura la bancarella, sicuramente avrei beccato qualcuno.
E infatti così è stato.
Con doppia tappa merenda
@ Ma Maison
dove si parlava di programmi televisi
“a me piace anche il programma dopo the big bang theory”
“come si chiama?”
“UNDATEBLE”
“Che sarebbe?!”
“Non so…io lo traduco con INAPPUNTAMENTABILI”
usare le stesse parole mi lascia senza parole
nonché @ Galetti
G(f)aletti
anche se l’ho affrontato con una puntina di amarezza dopo aver visto i miei ex amici col cane, perché io stupidamente da qualche parte credo che torneremo a essere amici: convinzione del tutto infondata, ma io lo credo cmq.

Marcy’s 40

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Le altre amiche si sono stupite delle defezioni.
Invece io credo ormai di “conoscere i polli”, anche se x un attimo ho avuto il dubbio che le mie ex non si fossero presentare x colpa mia.
Perché la paranoia non mi abbandona mai.
Eravamo puntuali, ci siamo compattate e andate con un’unica auto e poi là ci ha raggiunto un’altra sua amica.
Siamo tornate alla Tavola Rotonda
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Abbiamo mangiato


e bevuto bene
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Oltre ovviamente ad aver chiacchierato, riso e scherzato.
Torta fatta da Erika

I regali le sono piaciuti.
Io ho adorato questa maglietta!!!
Più che altro x la scritta:
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e poi un bel cappuccio x digerire
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prima del giro al
centro-commerciale-galassia
x lo shopping di Sara (e visivo nostro)

Francy’s wedding

Arrivate a cremona, Francesca parcheggia e mi dice: Avevo questo da darti…
Pensando a un regalo di Natale stavo iniziando a dirle che io non le avevo fatto niente ed ad abbozzare delle scuse, ma infatti non era un regalo natalizio.
Era la sua bomboniera.
Sabato si era sposata.
Così.
Senza dire niente a nessuno, parenti a parte.
Mi sono congratulata.
E allora lei ha tirato il fiato.
Mi ha spiegato che le sue amiche si erano offese.
E che non ci dormiva la notte. Proprio come era capitato a me.
Io con lei non sono certo nella posizione di offendermi: ancora non mi spiego quando viaggiamo insieme, pensando che ci saremmo sciolte dopo il pensionamento di Rita e la maternità di Elisa.
Ma, x qualche strano motivo, x ora, non stiamo ancora mollando.
Così le ho preso con mia somma gioia le tanto sospirate tazzine da caffè della Thun (le volevo prendere anche x Elisa, ma poi Rita mi aveva convinto a partecipare alla quota x il viaggio di nozze).
A un tratto era tutto così chiaro: se escludi qualcuno poi non puoi pretendere che il rapporto sia come prima.

La mia ex (amica)


da adolescenti le relazioni di amicizia si vivono intensamente e x anni ho pensato che il nostro rapporto di amicizia fosse – nel bene e nel male – come quello delle 16enni.
Poi ci siamo allontanate.
Poi ci siamo riavvicinate.
Poi abbiamo rotto.
Poi abbiamo fatto pace e in teoria era tutto a posto.
E poi è finita definitivamente.
Adesso ci si incontra in giro e si è tornate a salutarci e a scambiarsi due parole.
Ciò non mi ha impedito di andare completamente nel panico quando ho saputo che avremmo passato la serata allo stesso tavolo.
Dopo 8 anni.
Ho ignorato i consigli di ignorarla.
E anche se non siamo più NOI 2 e anche se non saremo più NOI 2, la serata è comunque andata bene.
Non ho potuto evitare di fare riferimenti che solo lei poteva capire – e che ha capito, perché ci rideva – e di parlarle delle mie cose, come se ci fosse ancora uno spazio e un tempo in cui possiamo stare.
Fa yoga anche lei.
Perché l’amicizia rimane cmq una scienza esatta.
Nel locale in sottofondo c’era:

(l’inizio della nostra fine)
dopo che nel pomeriggio era passata

che me la ricorda tantissimo perché era stato in quell’anno che ci eravamo riavvicinate la prima volta.
Oltre a tanto, tanto, credo troppo, Bon Jovi.

Se non mi hai mai visto piangere, allora ci conosciamo ora.”

Inizialmente doveva essere un invito x fare un aperitivo da Massimo, ma dopo i sms del mattino non ho potuto che condividere con Marianna le mie paranoie.
Ne potevo parlare solo con una persona che all’epoca non c’era.
E così è stata ad ascoltarmi, consigliarmi, intanto che io mi lasciavo andare al mio pianto disperato.

tripletta

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quest’anno sono finita x tre sere a Carmiano e la costante è ovviamente stato il fantastico risotto allo champagne.
Mercoledì a un certo punto c’è stato addirittura FREDDO: è stato bellissimo.
C’erano le mie ex amiche – anche loro senza figli.
Abbiamo aspettato i fuochi d’artificio fino alle 00.00.

Casino Agnelli

E anche quest’anno abbiamo festeggiato il compleanno di Erika.


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Ovviamente non essendo dotata di Whatsapp a me l’invito è arrivato dopo… e visto che Marcella me l’aveva anticipato, avevo i soliti pensieri sul fatto che mi avrebbe escluso.
Ma già nell’estate del 2006 Roberto me l’aveva detto che “sono tutte tue paranoie”.
Talvolta sì e TALVOLTA NO.
Mi piace l’idea di aggregare le sue amicizie organizzate “a famiglia” con noi sposate senza figli o single.
Di solito, qui da noi usa invece che i single escono tra loro, le coppie tra loro e le famiglie tra loro, con giudizi e squalifiche reciproche a seconda della categoria a cui appartieni.
Neanche allo stadio si è così violenti.
Per me invece è inspiegabile che una persona venga considerata in base al suo, diciamo così, status.

Pizza buona, torta fatta da lei ottima, tante chiacchiere e tante risate.
Massimo era al Kiosko.
Dopo che tutti se ne sono andati ha congedato marito e bimbi e siamo rimasti lì a chiacchierare un po’.
Con l’inevitabile capitolo sulle ex amiche.
Rispetto a P. reggo bene.
La nostra amicizia è terminata quando ho cercato di avvisarla sul fatto che stava facendo un grande errore a sposarsi con A. E poi si sono lasciati: che fatica essere sempre come Cassandra!
Reggo un po’ meno bene riguardo a G. e C.
Non piango più. Credo. Almeno non in pubblico.
Da quanto ho capito, Sara ed Erika non le frequentano più, mentre Marcella sì. Io preferisco non chiedere nulla, x evitare che poi magari venga riportato male qualcosa e possa peggiorare la situazione. Anche se non c’è una situazione da peggiorare.
Al momento trovo curioso che siamo finite tutte e tre a essere sposate senza figli.
Probabilmente all’epoca la nostra amicizia reggeva sull’essere testadicazzouguali
e adesso la nostra nonamicizia regge sull’essere testadicazzouguali.
Ma la vita è lunga e, come abbiamo ripreso a sentirci con Erika, non escludo che possa capitare anche con altri.
Mi è piaciuto anche parlare con B. : è una persona sensibile che ha sofferto molto e ha le idee chiare, è stato bello che si sia aperto con noi, vediamo come proseguiranno le cose.
Non conviene fare programmi.

AUGURI ERIKA!

Erika’s 40


Non c’era dubbio che i 40 andassero festeggiati.
Ho conosciuto Erika sul mio primo posto di lavoro. Ero inizialmente partita con l’idea di tenere ben separati vita lavorativa e vita privata. Non avevo certo iniziato a lavorare x fare amicizia. E da buona 22enne ho cambiato idea credo in meno di due settimane. Lei era troppo incasinata sentimentalmente e io ero troppo single x non iniziare a vederci anche dopo il lavoro.
Mi aveva “convinto” (sai che fatica) chiedendomi un’alternativa a una sua serata in casa a sorbirsi il terzo grado dei parenti sul perché e per come avesse lasciato il suo fidanzato con cui stava da una decina d’anni. E così quale occasione migliore per andare insieme anche agli altri alla festa della birra a Travo?
Da lì abbiamo passato anni splendidi: ci vedevamo 6 giorni su 6 al lavoro e, compatibilmente con i turni del suo nuovo fidanzato, tutto il week end.
Con le sue tettone e il suo abbigliamento vedo/non vedo, le compagnie di ragazzi erano tutte le nostre. Poi lei li tediava parlando sempre e solo del suo fidanzato e dei suoi turni di lavoro e quindi, spesso, i vari omini riversavano su di me. E’ rimasta leggendaria quella vigilia di natale al Dixie noi uniche 2 ragazze con al tavolo un 13 ragazzi. Lei era la sorella maggiore che non avevo mai avuto e io, credo, x lei l’amica su cui potevi sempre contare.
Le strade lavorative nostro malgrado si sono divise, ma il nostro rapporto in quegli anni è proseguito. Lei non aveva menate x luoghi, orari, compagnie, chi prende su la macchina, eccetera, eccetera. E io avevo digerito bene il mio ruolo di amica con cui esce quando il tipo ha il turno. Erano gli anni in cui la maggior parte delle mie amiche fidanzatissime mi avevano scaricato, tanto che ogni amica in più col moroso era diventata x me fonte di disperazione, non riuscivo nemmeno a essere felice x loro, immaginandomi già come una pietra scalciata. Erano tutti dei cretini ipergelosi con cui avevano delle relazioni al limite del reato di sequestro di persona. Ne parlo al passato perché sono stati poi negli anni tutti scaricati (sempre troppo tardi cmq). Beh erano quegli anni lì e la vivace presenza di Erika mi aveva sicuramente permesso di vedere le relazioni sotto un altro punto di vista. Poi abbiamo avuto i nostri problemi, temporalmente coincisi con la sua convivenza, ma non direi proprio collegati a quella. Questa volta ce la potevo anche fare a essere felice per una mia amica che, dopo svariate vicissitudini, aveva trovato un equilibrio nella sua travagliata relazione. Sarà che io ero andata ad abitare da sola e sembrava davvero tanto che a lei non interessasse nulla, sarà che avevo trovato curioso che lei fosse diventata amica delle mie ex amiche. Gliele avevo presentate io. X la prima poteva davvero essere stato casuale, io e P. ci eravamo davvero allontanate e non sarebbe giusto incolpare Erika. X quanto riguarda C. e G. invece non ho dubbi, lei ha sicuramente gettato benzina sul fuoco. Dopo aver mollato i suddetti cretini ipergelosi erano tornate da me, mangiavano e dormivano a casa mia, facevamo le 16enni, eravamo tornate a quel rapporto stretto di una volta. Io ho fatto i miei errori, ma forse le persone intorno a noi non ci hanno aiutato aumentando i pettegolezzi e le distanze.
Era come se lei avesse voluto “insegnarmi” come si stava amica con loro.
Ormai sono passati un po’ di anni e questa palla della formazione obbligatoria mi ha permesso di rivederci, in fondo siamo sempre colleghe. Negli incontri di formazione lei avrebbe potuto anche non considerarmi e fare gruppo con le altre sue colleghe, invece è sempre stata carina, mi teneva il posto vicino a lei, mi presenta alle persone che non conosco e mi racconta di suo marito e dei suoi figli. Le nostre vite sono molto diverse e io ancora non riesco ad andarla a trovare a casa.
Ma galeotta fu la spiedata di Travo.
Ormai è tappa fissa: tutte le estati ci vediamo lì. E quando ci siamo viste quest’estate mi sono sentita di tentare di convincerla a festeggiare i 40 anni insieme.
Certo quando mi ha telefonato per dirmi che aveva guardato i turni di Roberto, speravo che gli rifilasse i pupi e di uscire noi “ragazze”. Ma i tempi sono cambiati e accetto questa modalità familiare. Nel vedere che al tavolo c’erano le varie famiglie dei bambini che vanno alla materna con il primogenito, non ho potuto che pensare che i tempi sono cambiati, ma sono ugualmente orgogliosa di esserci ancora, ripensando ai tempi trascorsi mi esce un sorriso e non voglio perderla.
AUGURI ERIKA!