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Festa di San Fermo 2015

Il fatto di avere tutto ‘sto tempo libero da organizzare, mi fa pian piano riapprezzare la mia macchinina, senza la quale, appunto, sarei a piedi.
E così scavallo le valli, le province eccetera, eccetera.
Da Massimo sarei arrivata in ritardo, se non fosse che lui, avendo doti organizzative migliori delle mie, mi aspettava tranquillo al Prosit.
Parcheggiata lì la mia, siamo andati con la sua e abbiamo usato l’iPhone 6 come navigatore, direzione Roccapulzana – che non sempre i luoghi sono ben indicati, come ha sempre saputo Max, sin dai tempi di rotta x casa di Dio.
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Abbiamo sbagliato un’unica volta, ma prontamente ritornati sulla “retta” via grazie al navigatore di cui sopra.
La festa era organizzata bene c’era gente, ma poche file.
Piccola ricognizione sul numero di batarò da prendere, ci siamo orientati su 4 vuoti (che abbiam cmq farcito) e uno ripieno di salamella.


Tutto buono, ma vince, vince e stravince quello con la pancetta, il cui grasso si scioglie talmente bene in modo che tu non distingui + dove inizia il batarò e dove finisce la pancetta.

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Venerdì come sei messa?

C’è chi mal tollera il fatto di essere invitate dalle amiche solo quando il marito non c’è.
Io invece le invidio molto e credo che abbiano doti organizzative di livello avanzato, non come me che faccio casino.
Che cmq prima si parte dure, tipo: viene lei – non facciam da tappabuchi – eccetera, eccetera ma poi sapendo che stava male, ci siam subito mobilitate noi. CVD.
Dopo essere scheggiata via dal lavoro
solito cono alla casa del gelato
solita piscina
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“che tanto me ne sto tranquilla x i fatti miei e non parlo con nessuno” e infatti non ho mai chiacchierato così tanto nell’idro.
Discussione evitata col motociclista al ritorno, ma mi sono cmq spaventata – che di squilibrati in giro ce ne sono tanti – e partiamo già in ritardo con il conseguente stalking x sapere a che punto della strada fossimo.
Ce l’eravamo dimenticato.
Con la ibrida mi sorpassano tutti, perché ho acquisito un modo di guidare completamente diverso e più rilassato.
Rallentamento a Parola x leggere la frase:
“Vita e sogni sono pagine dello stesso libro”.
La recuperiamo e ci parla delle sue varie sfighe.
Questo non ha impedito di prendermi in giro x i particolare della maniglia anche dal lato guidatore…
tettuccio interno
fotografato mentre guidavo

volante Yaris

Siam finite a Salso a mangiar la pizza alta – la mia era + o meno così:

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10 anni

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e anche quest’anno abbiamo rimediato l’invito alla festa di compleanno di Gianni e Simone.
Giordana mi ha coinvolto nella preparazione del cartellone e ho dato anche alcuni suggerimenti x i giochi.
Tanto x chiarire: loro hanno giocato.
Io ho fatto un’ottima merenda con patatine, popcorn, focaccia, eccetera eccetera.
C’era anche il vino sapientemente portato da Giuseppe.
E un’ottima torta:

castagnata @ Sarmato

Ho già spiegato che non vado matta x le castagne e che quindi queste castagnate sono in realtà l’occasione di mangiare torta fritta/salame cotto eccetera eccetera.
Dopo Massimo andava al bar e io già dal pomeriggio mi ero organizzata x uscire con alcune amiche.
“perché se stai alla pigrizia ti butti sul divano e non esci più”.
Fortunatamente potendo contare su di un gruppo di persone si è più incentivati a considerare l’idea di uscire.
Siamo andate al WP_20141011_003 e il gruppo http://www.caffemelville.it/big-juan-the-satellites/ ci è piaciuto abbastanza.
Non avevamo il tavolo, ma ci vuole ben altro x farci desistere.
D’altra parte di caffè letterario si parla, il che non significa che i libri vengano usati solo x leggerli . . .
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Devo proprio essere invecchiata maturata. Non sono più io che vado dalla band a commentare quella o quell’altra canzone, ma è successo al contrario. Ho trovato curioso che il cantante si fosse stupito che conosco le parole di :

Some people call me the space cowboy, yeah
Some call me the gangster of love
Some people call me Maurice
Cause I speak of the pompitous of love

People talk about me, baby
Say I’m doin’ you wrong, doin’ you wrong
Well, don’t you worry baby
Don’t worry
Cause I’m right here, right here, right here, right here at home

Cause I’m a picker
I’m a grinner
I’m a lover
And I’m a sinner
I play my music in the sun

I’m a joker
I’m a smoker
I’m a midnight toker
I sure don’t want to hurt no one

I’m a picker
I’m a grinner
I’m a lover
And I’m a sinner
I play my music in the sun

I’m a joker
I’m a smoker
I’m a midnight toker
I get my lovin’ on the run
Wooo Wooooo

You’re the cutest thing
That I ever did see
I really love your peaches
Want to shake your tree
Lovey-dovey, lovey-dovey, lovey-dovey all the time
Ooo-eee baby, I’ll sure show you a good time

Cause I’m a picker
I’m a grinner
I’m a lover
And I’m a sinner
I play my music in the sun

I’m a joker
I’m a smoker
I’m a midnight toker
I get my lovin’ on the run

I’m a picker
I’m a grinner
I’m a lover
And I’m a sinner
I play my music in the sun

I’m a joker
I’m a smoker
I’m a midnight toker
I sure don’t want to hurt no one

Wooo Woooo

People keep talking about me baby
They say I’m doin’ you wrong
Well don’t you worry, don’t worry, no don’t worry mama
Cause I’m right here at home

You’re the cutest thing I ever did see
Really love your peaches want to shake your tree
Lovey-dovey, lovey-dovey, lovey-dovey all the time
Come on baby and I’ll show you a good time

il barbale

così i miei zingarelli Cinti (o zingaroni) chiamavano il verbale. Quelli a cui si riferivano loro era per la maggior parte delle volte quello di un ufficiale pubblico – multe eccetera, eccetera.
Quello a cui mi riferisco io è quello che ho portato oggi alla supervisione.
Era fatto bene e mi sono stati fatti i complimenti.
Ci ho lavorato tanto e ne ero piuttosto soddisfatta.
Quando ho capito che il fatto che nessuno si proponesse per fare il prossimo mi sono tornate in testa tutte quelle teorie sulla “prima della classe”, ciò che io non sono mai stata e che ho sempre criticato.
Quando Giovanni si è offerto e mi ha detto: “Io lo farò più sintetico” ho pensato che mi ero concentrata soltanto sul compito, sulla mia ansia da prestazione, sul non sfigurare io, senza considerare minimamente che avrei potuto mettere in difficoltà le persone dopo di me.
Ma dici che allora che era così anche x tutte quelle persone che ho sempre considerato dei gran leccaculo opportunisti e un po’ sadici e narcisisti?
o peggio . . . sto diventando così?

Cafè Blanco

Cafè Blanco

annissimi fa andavo al Blanco a fare l’aperitivo.
Ogni scusa era buona: la voglia di non cucinare, i miei svariati addii al nubilato, eccetera eccetera.
Poi lui ha cambiato gestione e io ho cambiato abitudini.
Tanto che quando è arrivato l’invito inaspettato di Sonia sono stata catapultata nel passato.
Intanto non avevo previsto di essere nella sua mailing list delle uscite: le sue mail si sono sempre riferite a robe pseudoelettorali, la benzina, gli allegati scemi, eccetera eccetera.
(tanto che quando tutta questa gente che mi contattava solo x inviarmi ‘sti allegati si è spostata su FB sono stata ancor + contenta di non essermici iscritta)
Gli amici di Elena vedo che ci mettono poco a organizzare: mail con precisazione di rispondere in giornata, quasi tutte risposte affermative e i no senza tante scuse inventate (febbre, lavoro, ecc.).
Eravamo in tanti e quindi non è stato possibile chiacchierare con tutti.
E’ anche vero che dei suoi amici io non vado d’accordo con tutti, tipo la finta autonomona e quelli che se la tirano inutilmente. ma un po’ di gente nuova non ci fa sicuramente male.
Il cocktail analcolico con il nome della cameriera “Nastassja” era un po’ dolcino, ma la mia posizione incastrata mi ha permesso che fossero gli altri a prendere al buffet, quindi mi sono anche contenuta.
X ora buona Pasqua e il prox appuntamento sicuramente x il compleanno di Elena.

28 febbraio

di 28 ce n’è uno . . . anno bisesto anno funesto (e credetemi è proprio così) eccetera, eccetera.
Questa storia del febbraio corto mi ha sempre affascinato.
Sarà che mi immedesimo in lui, essendo io non tanto alta, sarà che, astronomia a parte (io punto + sull’astrologia) non ho mai capito xchè non potessero distribuire meglio i giorni, ma scusa, fai qualche mese da 30 gg in più e qualcuno da 31 in meno, gli aggiungi 2 gg che così lo fai = agli altri e non si sente emarginato. Che poi magari chissà lui non si sente nemmeno così e pensa robe tipo nella botte piccola c’è il vino buono, sta di fatto che poi avere marzo = a febbraio mi fa incavolare, mi sembra di vivere dei deja vu e robe del genere.
Comunque febbraio finito.
ciao

About Shazam and everything else

settimana lavorativa finita.
sopravvissuta.
sia al lavoro sia alla variante sanvalentinica del venerdì. ok non è ancora finito ma il mio programma di stasera è talmente minimal che prevedo di non ricevere scossoni.
Pare che io non sia troppo affidabile se già dalle 7.46 di stamattina mi arrivava il messaggio x chiedere se confermavo l’appuntamento.
O forse è la Nico che mi va in ansia.
Il car pooling sta sempre + migliorando: questa settimana ho preso su la macchina due volte su cinque e trovo + armonia nei discorsi: l’argomento cibo ha sempre la sua preponderanza, ma spaziamo anche su Beautiful, malattie degenerative, tagli di capelli, scazzi lavorativi/familiari, INPS, viaggi, eccetera, eccetera.
In particolare ho trovato interessante in settimana il confronto su Shazam. La radio + ascoltata nel car pooling è Virgin: Francesca la tiene resident, io con le altre persone mi sforzo di non continuare a cambiare all’impazzata – Fabio dice che è perché non sono fedele – e anche Rita credo che se la sia fatta memorizzare dalle sue figlie.
Passava una canzone di cui non conoscevamo il titolo e ho suggerito di attivare Shazam.
Ovviamente Francesca – più giovane e più tecnologica di me – è molto a favore.
Io ho qualche perplessità in +: temo di atrofizzare la mia capacità di riconoscerle.
Ma visto che dove si può un buon compromesso è sempre la situazione ideale, l’accordo è che prima si tenterà di indovinarla e solo se ci si dovrà arrendere si ricorrerà alla tecnologia.
Oggi c’era anche Silvana con cui ho condiviso la notizia che la nostra battaglia x il ripristino dei treni la sta portando avanti Legambiente e valuterà se scrivere anche a loro oppure no.
Sono arrivata prestissimo e, facendo colazione con Letizia, ho timbrato + tardi del solito.
Tra gli sbeffeggiamenti di Giovanni, ovviamente.
E il detto quando il gatto non c’è . . . da noi è molto vero.
In particolare vale molto x i leccaculo. Strano. Sono così devoti quando c’è il direttore. E sono così topi che ballano quando non c’è.
Non lo digerirò mai.
Ma X TUTTO IL WEEK END non ci voglio pensare.
A casa c’era un orsacchiottino di peluche x me: ok niente cioccolatini – lo so – son cicciona e abbiamo ancora quelli regalatici x le feste di Natale e niente piante/fiori visto il non pollice verde.
Nonostante i miei 37 anni suonati mi becco ancora l’orso di peluche x San Valentino.
che bello!

auguri Simone!

quello che adoro del compleanno dei bambini è che si mangiano un sacco di schifezze buonissime: patatine, popcorn, pizza, focaccia, eccetera eccetera.
Non c’era il vino: Andrea ha giustamente considerato che i bambini non lo bevono, anche se un goccio noi adulti l’avremmo bevuto volentieri. Sono riusciti a esserci anche Giordana e famiglia.
C’erano gli amici e i compagni di classe di Simone.
Loro sono il mio corso di aggiornamento sui bambini: ho scoperto che fanno le marachelle, che snobbano i vestiti e preferiscono i giochi in regalo, che spaciugano con le dita le patatine, che hanno dei cartoni animati x cui vanno pazzi – direi esattamente come 30 anni fa – ma non avendo figli devo sempre fingermi un po’ stupita sull’argomento bambini – mi sono invece un po’ stupita davvero, ma piacevolmente, di vedere la Nico che se la chiacchierava con quel bel papà della bimba a che fa danza e si dilettava a fare le ruote (la bimba faceva le ruote, non sicuramente il papà, né tantomeno la Nico).
E sono tornata indietro a quando la Nico aveva i suoi amici del bar con cui uscivamo e ce la ridevamo.
L’ho sentita che si accordava x una bella cena con tutti i bambini.
Temo non mi inviteranno.
E non perché non ho il bambino, ma xchè il papà bello se lo terranno tutto per loro.
Peccato.
Guardare e non toccare.