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FESTIVAL DEL DIRITTO 25-28 settembre 2014

E anche quest’anno la città di Piacenza ha ospitato il festival del diritto – per la 7° edizione
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tema: PARTECIPAZIONE/ESCLUSIONE
E anche quest’anno ho scoperto quanto la mia ignoranza sia sconfinata.
X arrivare puntuale all’aperitivo del giovedì ho sfanculato il car pooling e sono fuggita dal lavoro alle 16.00 – ottima idea.

Quest’anno l’intervento organizzato da CaffExpo su cibo/internet – non era così interessante come quello dello scorso anno – ma l’aperitivo ugualmente buono, invece.

Quello sulla patologia psichiatrica invece è stato eccezionale: la psicosi che ti esclude dal contatto con la realtà e la partecipazione di questo “paziente” e delle sue creazioni artistiche.

Alla sera coro!
Massimo era impegnato e io raramente esco da sola, ma ho pensato che sarei riuscita tranquillamente a recarmi in bici al teatro per sentire questi cori.
Posto comodo. Canzoni carine. E buffet alla fine…

Che senso avrà invece alzarsi presto per poi scoprire dopo che l’evento a cui volevo partecipare io è stato annullato, non si sa.
Con le pive nel sacco ho fatto un giro in centro – non ho speso nulla – colazione a parte.
Interessante poi la questione della DISFAGIA cosa che io non conoscevo minimamente. E, neanche a dirlo, ottimo l’aperitivo dopo l’intervento.

Nel pomeriggio dopo il caffè con Anita e Viviana – ogni scusa è buona x cazzeggiare un po’ – e vai con le start up. Sarà che la parola welfare ci fa sempre l’effetto pifferaio magico.

E il piacentino sarà anche ladro e assassino, ma l’idea di intitolare il documentario con i ricordi in dialetto AMRICORD è semplicemente geniale.
Alla fine abbiamo incrociato una (ancora mesta x la dieta forzata) Cinzia con Marina e Alessandra che bevevano qualcosa lì vicino.

Sfatiamo poi il mito che chi è senza figli non possa andare a vedere il simpatico spettacolo dei bambini contro lo spreco alimentare (tartine included)
come si dice:
“per una briciola impazzirò
con una briciola imparerò
… il mondo salverò!”

ultimo intervento – perché non potevamo certo rinunciare poi alla castagnata – è stato prevedibilmente un po’ polemico visto che affrontava la questione del consenso medico.

Anche quest’anno bilancio positivo, piccolo rammarico x non riuscire ad andare dappertutto e il solito stupore nel vedere alcune sale che non si conoscono del centro città.
Oltre alla sempre eccezionale cena in piazza per due sere: tortelli, stinco, paella, sangria, chili.

Cani della biscia @ Fiorenzuola

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Probabilmente con la bella stagione avrò più occasioni di non rimanere a casa al venerdì sera intanto che Massimo lavora.
E così dopo NS Anita ha preso su la macchina e siamo andati a sentire i Cani.
Ivette ha correttamente definito il genere folk bucolico.
Beh l’ho tirata su proprio bene.
Il concerto mi è piaciuto e allora ho preso anche il CD.

Cani della biscia

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Cani della biscia

E chi l’avrebbe mai detto che una ibrida come me (la parola italiana equivalente credo sia:bastardo), mezza emiliana e mezza lombarda che non riuscirà mai a decidere dove identificarsi maggiormente e poi puntualmente si “sbaglia” xchè quando è da una parte loda l’altra e viceversa, avrebbe iniziato a seguire questo gruppo? Già per me era stato strano che il Daniele Ronda avesse cambiato il suo aspetto da cantautore figo x trasformarsi in “boscaiolo” che canta il folk. Avevo trovato poi ancora più curioso che lo Stefano Schembari avesse lasciato i Deja Vù per buttarsi in questo progetto. Li avevo sentiti la prima volta alla Tenuta Pernice durante cantine aperte del 2012 e li avevo trovati molto simpatici, ma si sa, lì complici i vini bianchi e rossi e il buon cibo, magari si apprezzerebbe anche una gara di rutti. Poi quest’estate in una sagra sì, nell’altra pure e nell’altra anche, suonavano sempre loro. E abbiamo iniziato a sentirli e ad apprezzarli. E come capita quando metti l’attenzione su qualcosa, poi te la ritrovi dappertutto e così il cliente del Furnasön ha la maglietta “mi fai mica un cos* col ghiaccio?” e mi mette di buon umore per tutta la giornata, Anita ha la borsa, ma lei è sempre avanti e il Bar Cheope fa sentire il primo CD. Massimo dice che sono poco esportabili (forse perché parlano di Pc e provincia, i luoghi, le vie, i locali, eccetera, eccetera che se li conosci te la ridi un sacco e se invece no, forse non cogli l’ironia?) Però è anche ora di smetterla di identificare le canzoni “locali” solo in ‘O sole mio o in La me bela madunina. Qui c’è una valida alternativa. Altro che Van de Sfroos.

Non sono riuscita a caricare i video che ho fatto io, come invece avrei voluto.
Il formato AVI non gli piace e non sono riuscita a convertirli in un altro.
tecnologia 1 – mitikalu 0
dovrei invece riuscire a lasciare il loro link
http://flavors.me/canidellabiscia
Buon Natale.