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FESTIVAL DEL DIRITTO 24-27 settembre 2015

E anche quest’anno la città di Piacenza ha ospitato il festival del diritto – per la 8° edizione
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tema: FUTURO
E anche quest’anno ho scoperto quanto la mia ignoranza sia sconfinata.
Massimo lavora e io mi sono addentrata nelle varie conferenze da sola.
Sono partita dai rifiuti:
ZERO WASTE

da quello che ho capito il principio è questo: se non si recupera, se non si ricicla, se non si composta, NON si produce.
Ok.
Non ce la possiamo fare.
Basta solo dire che dopo questo incontro c’era un super aperitivo…servito in piatti di plastica…eh no, allora mi sa che non ci siamo capiti…
Massimo mi ha raggiunto e dopo un piccolo ape abbiam cenato in piazza dei mercanti


con bel NO COMMENT sul piatto vegetariano, ma va?!
Poi Massimo ha voluto fermarsi a vedere le danze sotto i portici.
Il giorno dopo sono partita dura sul gambling, è stato spiegato in modo abbastanza chiaro come il gioco d’azzardo sia comunque la conseguenza dello sfascio economico e della disperazione delle persone e poi si è parlato del fondo antiusura, di cui io, nella mia sconfinata ignoranza, ne ignoravo, appunto, l’esistenza.
L’altro intervento era sul come il linguaggio abbia una stretta correlazione sulla violenza di genere e la relatrice http://www.chiaracretella.it mi ha molto appassionato.
Per cena ci siamo buttati non più sul vegetariano – ma và?!

e poi dopocena c’era Cinzia che ballava il tango sotto i portici

Sabato sera invece abbiamo sentito i Tasti Neri

Domenica poi ho ascoltato la questione delle unioni civili; a Parma hanno il registro in Comune. Noi siamo dei trogloditi.
E’ sempre tutto molto interessante e ne varrebbe la pena anche solo x vedere gli splendidi palazzi di Piacenza
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e x i messaggi appesi in piazza:
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FESTIVAL DEL DIRITTO 25-28 settembre 2014

E anche quest’anno la città di Piacenza ha ospitato il festival del diritto – per la 7° edizione
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tema: PARTECIPAZIONE/ESCLUSIONE
E anche quest’anno ho scoperto quanto la mia ignoranza sia sconfinata.
X arrivare puntuale all’aperitivo del giovedì ho sfanculato il car pooling e sono fuggita dal lavoro alle 16.00 – ottima idea.

Quest’anno l’intervento organizzato da CaffExpo su cibo/internet – non era così interessante come quello dello scorso anno – ma l’aperitivo ugualmente buono, invece.

Quello sulla patologia psichiatrica invece è stato eccezionale: la psicosi che ti esclude dal contatto con la realtà e la partecipazione di questo “paziente” e delle sue creazioni artistiche.

Alla sera coro!
Massimo era impegnato e io raramente esco da sola, ma ho pensato che sarei riuscita tranquillamente a recarmi in bici al teatro per sentire questi cori.
Posto comodo. Canzoni carine. E buffet alla fine…

Che senso avrà invece alzarsi presto per poi scoprire dopo che l’evento a cui volevo partecipare io è stato annullato, non si sa.
Con le pive nel sacco ho fatto un giro in centro – non ho speso nulla – colazione a parte.
Interessante poi la questione della DISFAGIA cosa che io non conoscevo minimamente. E, neanche a dirlo, ottimo l’aperitivo dopo l’intervento.

Nel pomeriggio dopo il caffè con Anita e Viviana – ogni scusa è buona x cazzeggiare un po’ – e vai con le start up. Sarà che la parola welfare ci fa sempre l’effetto pifferaio magico.

E il piacentino sarà anche ladro e assassino, ma l’idea di intitolare il documentario con i ricordi in dialetto AMRICORD è semplicemente geniale.
Alla fine abbiamo incrociato una (ancora mesta x la dieta forzata) Cinzia con Marina e Alessandra che bevevano qualcosa lì vicino.

Sfatiamo poi il mito che chi è senza figli non possa andare a vedere il simpatico spettacolo dei bambini contro lo spreco alimentare (tartine included)
come si dice:
“per una briciola impazzirò
con una briciola imparerò
… il mondo salverò!”

ultimo intervento – perché non potevamo certo rinunciare poi alla castagnata – è stato prevedibilmente un po’ polemico visto che affrontava la questione del consenso medico.

Anche quest’anno bilancio positivo, piccolo rammarico x non riuscire ad andare dappertutto e il solito stupore nel vedere alcune sale che non si conoscono del centro città.
Oltre alla sempre eccezionale cena in piazza per due sere: tortelli, stinco, paella, sangria, chili.

FESTIVAL DEL DIRITTO 26-29 settembre 2013 Piacenza

In questi gg Piacenza ospita il Festival del Diritto, certo nulla di paragonabile all’86° Adunata degli Alpini che abbiamo ospitato ad Aprile, ma ormai sono già un po’ di anni che lo ospitiamo e lo trovo interessante.
Ovviamente queste iniziative culturali mi permettono di ricordare quanto io sia ignorante, disinformata e quanto io viva nel mio mondo, talvolta poco coincidente con quello reale.
Ma poiché addirittura Socrate sapeva di non sapere, con questa consapevolezza riesco ad andare avanti.

Il primo intervento che ho ascoltato, ovviamente non dall’inizio, xchè il numero degli imbamboliti sulla SS10 quando vorresti tornare a casa un po’ prima, aumenta esponenzialmente, è stato quello dedicato alle eccedenze alimentari, come opportunità. Presenti Marco Lucchini, direttore generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus e CaffExpo. Ovviamente arrivando tardi siamo rimasti in piedi e quindi non avevamo quei tagliandini come i signori seduti ai tavoli che davano a delle graziose ragazze in cambio di gustosi aperitivi sostenibili. Pensavamo che noi non avendo il tagliandino e pure in piedi non ce lo saremmo meritato, o x meglio dire, non ne avevamo diritto. E infatti era proprio così. Poi un signore si è alzato dalla sua sedia e porgendomi il suo tagliandino mi ha detto: “Io non mangio, lo vuole lei?”. Non avrei mai potuto rifiutare un’offerta così gentile. Grazie!

Il secondo intervento che ho ascoltato invece mi ha atterrito un po’: quando ti dicono le cose che sai già, ma che preferisci ignorare, è come prendere un pugno in faccia, soprattutto se ritieni di non poter fare nulla o, nella migliore ipotesi, ben poco x modificare il tuo comportamento. C’era Deborah Lucchetti, portavoce della Campagna Abiti Puliti, che spiegava le condizioni di schiavitù dei lavoratori in Bangladesh e in altri paesi e il conseguente arricchimento di alcuni personaggi. Le persone muoiono. E’ direi ben poco consolante pensare che i lavoratori muoiono anche in Italia.
In pratica bisognerebbe boicottare alcune (la maggior parte delle) marche perché sfruttano in modo disumano i loro lavoratori. Io che ho fatto la precaria per anni e che poche righe sotto (cronologicamente prima però, questa è una delle differenze tra il diario cartaceo e quello sul computer) mi sono giustappunto lamentata del mio direttore, lunedì mi tocca (idealmente) pure ringraziarlo. Possono sembrare le solite scuse stupide, ma già faccio fatica con taglia e modello a trovare da vestirmi, seppoi elimino anche alcune marche, altro che “ma come ti vesti?”. Fortunatamente veniva data un po’ di dignità al discorso dei vestiti usati. Io non porto vestiti usati altrui, ma porto finche ce n’è un pezzettino così i miei. Vediamo per quanto durerà il blocco del compratore: mi servirebbe un giubbotto x rimpiazzare il mio abbastanza rotto, ma stamattina non ho avuto il coraggio di acquistare nulla…

Gino Strada invece non l’abbiamo sentito: il palazzo Gotico era troppo pieno, solo posti in piedi stipatissimi, o il video in piazza cavalli. Abbiamo scelto di cenare con paella, chili e torta fritta.

L’intervento di domenica mattina invece è stato per me piuttosto divertente. Il pedagogista Daniele Novara ha presentato il suo nuovo libro: Litigare fa bene. Il libro spiega questo metodo maieutico per aiutare i bambini a litigare bene. In teoria appare piuttosto semplice: se segui questo metodo pare che sia sufficiente 1. non cercare il colpevole 2. non dare una soluzione 3. permettere ai bambini di trovare da soli una specie di accordo. Questa teoria non interventista credo che per alcuni genitori sia improponibile. Persino quelli che “non se li curano” quando sentono urlare si intromettono nel litigio, a quanto pare, peggiorando la situazione. L’unico intervento dovrebbe essere prima che ci si faccia male, davvero. Sennò bisognerebbe lasciare che se la sbrighino da soli o al massimo invitandoli a spiegare ciascuno il proprio punto di vista e suggerendo loro di accordarsi. Il tutto era condito con simpatici disegni e scritte di bambini proiettati sullo schermo. Credo che anche il libro sia ricco di esempi di vita vissuta. Per una, come me, che ha smesso di litigare, suo malgrado e solo recentemente, è stato un vero e proprio spasso.