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mobilità ASL

L’apertura di un bando di mobilità nel periodo di ferragosto era già abbastanza sospetta.
Il fatto che nessuno avesse voluto informarmi della sua esistenza, pure.
Effettivamente chi si è fatta 3 settimane di ferie consecutive ad agosto sono stata io e, avendo già trascorso la settimana di ferie di giugno a decidere se tornare a lavorare a Parma o meno, probabilmente avrei messo a dura prova la pazienza di Massimo, se avessi pure trascorso le vacanze di agosto a decidere se iscrivermi alla mobilità o meno.
Quindi è stato meglio così, come avrebbe detto anche la volpe all’uva nella famosa favola di Fedro (pare proprio che NON fosse davvero acerba l’uva incriminata).
E quindi al ritorno al lavoro apprendo di questo bando, già scaduto, per ben DUE posti, e penso che, coprendo in questo modo la pianta organica, io non avrò mai l’opportunità di tornare a lavorare lì.
Per sempre.
Passata velocemente la prima fase di NEGAZIONE, in cui pensavo che non avrebbero mai potuto assumere due persone, al massimo una e quindi sarebbe poi rimasto un posto libero, sono giunta alla fase migliore e cioè quella della RABBIA, in cui me la sono presa con persone a caso xchè non mi avevano avvisato, accusando più o meno esplicitamente di mentirmi sul fatto che conoscessero il risultato, la DEPRESSIONE è durata poco, o meglio, essendo una fase in me abbastanza permanente, non ci si accorge tanto della differenza con la “normalità”. L’unico COMPROMESSO che sono riuscita a ben considerare è stato quello che se lei (una delle mie tre colleghe d’ufficio) vinceva la mobilità dell’ASL, me la sarei levata dai coglioni!!!
E così dopo che dal 3 ottobre ogni giorno cambia umore e prima positivo xchè ha fatto bene la prova ed era già ai festeggiamenti, poi negativo xchè l’hanno accusata di sapere già che sarebbe stata presa lei (ma chissà come mai) e poi ancora più negativo xchè adesso saltava fuori che solo perché l’hanno tanata che era la prescelta, allora non l’avrebbero scelta e sarebbe rimasta sempre da noi, eccetera, eccetera, oggi finalmente l’ACCETTAZIONE: quando l’ufficio personale le ha telefonato per comunicarle la lieta notizia (+ x me che x lei, ormai), non ho potuto che complimentarmi.
Mi auguro che non la sostituiscano, xchè qui è un attimo passare dalla padella alla brace.

borsa di paglia…ciao!

borsa di paglia...ciao!

Decisamente è venuto il momento di riporre la mia borsa di paglia x tirarne fuori una un po’ più…invernale!
Ormai ho preso l’abitudine d’estate di recarmi al lavoro con una borsa di paglia. Ho copiato l’idea tanti anni fa dalle mie colleghe dell’ASL e persisto. Ovviamente rigorosamente con cerniera, che, ovviamente, tengo rigorosamente aperta (e questa è l’abitudine che mi ha lascialo la Fede). Ne avevo presa una nei saldi in via XX, che mi era durata un sacco, prima che le cuciture e le perline applicate mi abbandonassero, poi era stato il mio acquisto di Skiathos, anch’essa distrutta, l’anno dopo quella gigante di Monterosso: ok mi ero fatta impressionare dalle foto della ricostruzione dell’alluvione e forse mi è un po’ troppo borsa da spiaggia. E poi quest’estate, esattamente a Ferragosto, poco prima dei fuochi d’artificio a Bobbio, avevo trovato lei!!! Stavo valutando che è un po’ troppo per il lungo e io sarei più comoda più larga e corta, ma alla fine ho pensato che andava bene. Mi aveva già convinto a prezzo pieno, figuriamoci quando la commessa mi ha detto che costava la metà. Che spettacolo questo shopping di Ferragosto!
Ma ora la devo proprio abbandonare: poco si concilia con gli stivaletti e la giacca pesante di oggi…