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Ciao Renato.

Volevo solo salutarti, dato che non ci sei più.
Non è andata proprio come te la immaginavi tu, con la tua idea grandiosa di famiglia, ma comunque ci hai trasmesso qualcosa.
Il rosario è stato un po’ più vero, il funerale forse a un certo punto è diventato troppo evento mediatico, ma la commozione di tante persone era reale.
Piccola nota sulle amiche: non so perché “preferiscano” i funerali alle uscite, ma questo mi dice che sono persone su cui si può contare nei momenti più bui.
Piccola nota sulle ex amiche: insieme non riescono a salutarmi – ma i loro “boys” sì – e non so che tipo di non saluto sia, ma io rimango della mia…prima o poi la risolveremo.

VIA CAMPI

partiamo dall’inizio: quando nel 2002 decisi di andare ad abitare da sola, credevo che sarebbe stata una decisione definitiva.
Non credevo che la storia con Massimo sarebbe durata e che poi lui si sarebbe aggiunto.
Dopo che il 24 dicembre del 2005 mi chiese di sposarlo mi disse anche che x i primi tempi gli sarebbe andato bene vivere qui.
I primi tempi poi si sono allungati – diciamo – di un pochino.
Nessuna casa ci andava bene.
Ero sempre presa dall’ansia ogni casa che vedevamo, perché non mi andavano bene, ma fortunatamente nemmeno a lui…
Il trasloco poi è stato deciso x motivi contingenti, x così dire.
E questo è il mio post di saluto.
In qualche modo io sarò sempre lì: a fare gli aperitivi in compagnia, a organizzare cene a ospitare amici a dormire – come si dice: “May your home always be too small to hold all of your friends” e all’epoca era proprio così.
Difficile andarsene.
E così la musica intanto che facevo gli scatoloni era un po’ malinconica

e addirittura l’idraulico chiamato x sistemare la caldaia nella casa nuova aveva questa soneria del cellulare. Coincidenze? io non credo.
Prima della restituzione delle chiavi al figlio della padrona di casa – lei non c’è più – ho voluto immortalare la via:


la facciata della casa:

l’ingresso:

dentro:


dal baconcino si vedeva il garage:
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bye bye
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la salita (o la discesa):
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da dentro l’auto si vedeva questo:

e dopo avergli ridato le chiavi non ho potuto che buttarmi sullo shopping
Ladies&co
chissà se ho fatto bene a lasciare le fragole x le rose

30 dicembre 2014 – ultimo giorno Rita!

Stamattina mi sono truccata, senza la matita nera: quando si prevede di piangere conviene non metterla – che poi sembri Marylin Manson.
Dopo che è scesa Francesca, siamo passati da Rita.
Colpo di scena! non era già lì che ci aspettava. Il tempo di pensare questa frase e arriva, come sempre, di corsa e trafelata.
Abbiamo fatto la solita colazione.
L’ho accompagnata fin sotto l’ufficio ed eravamo d’accordo che l’avremmo aiutata x il “trasloco”.
Quindi ho fatto un giro un po’ lungo e con calma sono arrivata in ufficio – dove ho trovato un discreto livello di follia.
Come cazzo fanno questi a non riuscire ad accordarsi x le ferie e poi a pretendere che vada bene cmq?
credo sia sempre il divide et impera che spopola negli ambienti di lavoro minchioni.
In pausa pranzo abbiamo poi cercato di tirarci su il morale con due belle lasagne alla nostra pasticceria – peccato x la sensazione che ci avessero mandato la spia . . .
auguri – tirate giù le tapparelle – chiuso la porta e mi sono diretta sotto l’ufficio di Rita.
Siamo anche riuscite ad anticipare di un pochino l’orario previsto.
Nel viaggio di ritorno abbiamo chiacchierato in modo vario sul tempo libero.
Rita era seduta dietro che ci ascoltava.
L’abbiamo accompagnata da sua mamma e non si è potuto fare i saluti che si sarebbero dovuti.
“grazie di tutto” sono riuscita cmq a dirlo, ma lei è scesa con un “ci sentiamo”.
Forse salutarci è difficile anche x lei.
Non ne sono sicura, ma potrebbe. E sicuramente a me piacerà pensarlo.
CI SENTIAMO

B&B addicted

E’ ufficiale.
Soffro di una grave dipendenza da The Bold and the Beautiful.
Al ritorno dalla mia serata – già passata la mezzanotte – ho acceso il computer x vedere se c’era la puntata dell’addio di Hope Logan.
La puntata c’era e la logica avrebbe voluto che io spegnessi il computer e me ne andassi a nanna.
Lo scoprire però che il link era spiattellato così a chiunque mi ha fatto temere che l’indomani ci sarebbe stata la solita scritta che diceva che il canale era stato chiuso bla bla e quindi ho deciso di guardarmela subito…
Hope
bye bye Hope!

– 9

Rita andrà in pensione.
Ormai è ufficiale.
Dovrò farmene una ragione.
E inizia il conto alla rovescia e i saluti.
La proposta era ovviamente quella di organizzare un bel pranzo di saluti con tutti i partecipanti del car pooling.
La DIS-ORGANIZZAZIONE che ci contraddistingue ovviamente non l’ha permesso.
Queste ragazze mi lavorano troppo e quindi eravamo davvero in versione ridotta.
Così eravamo solo lei, Elisa e io.
Già dal mattino era stato simpatico parlare della Santa Lucia e cercare di ricordare a che altezza di via XX Settembre fosse stata la Casa della Bambola.
La giornata lavorativa poi era andata anche bene, intensa e abbastanza proficua.
Buono il salmone, buona la torta di mele.
E il fatto che prendiamo lo stesso menù mi fa pensare quanto ci siamo contaminate a vicenda.
mi mancherà

sì lo so questa canzone è x un amore perduto e non per una persona che non viaggerà + insieme a me, ma questa musica rappresenta bene il mio stato d’animo a riguardo.
Hello there, the angel from my nightmare
The shadow in the background of the morgue
The unsuspecting victim of darkness in the valley
We can live like Jack and Sally if we want
Where you can always find me
We’ll have Halloween on Christmas
And in the night we’ll wish this never ends
We’ll wish this never ends

I miss you, I miss you
I miss you, I miss you

Where are you and I’m so sorry
I cannot sleep I cannot dream tonight
I need somebody and always
This sick strange darkness
Comes creeping on so haunting every time
And as I stared I counted
Webs from all the spiders
Catching things and eating their insides
Like indecision to call you
and hear your voice of treason
Will you come home and stop this pain tonight
Stop this pain tonight

Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head
(I miss you, I miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head
(I miss you, I miss you)

Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head
(I miss you, I miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head
(I miss you, I miss you)

Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head
(I miss you, I miss you)
Don’t waste your time on me you’re already
The voice inside my head
(I miss you, I miss you)

Ehi ciao,
l’angelo dal mio incubo
l’ombra sullo sfondo dell’obitorio.
L’ignara vittima dell’oscurità nella vallata,
possiamo vivere come Jack e Sally se lo vogliamo,
dove tu mi puoi sempre trovare.
Festeggeremo Halloween a Natale.
E nella notte ci augureremo che questo non finisca mai,
ci augureremo che questo non finisca mai

(Mi manchi mi manchi)
(Mi manchi mi manchi)

Dove sei,
e mi dispiace così tanto,
io non posso dormire, non posso sognare stanotte
Io ho bisogno di qualcuno, e sempre
Questa strana e malata oscurità
viene stisciante e così ossessionante ogni volta.
E mentre fissavo il vuoto contavo
le ragnatele di tutti i ragni
catturare cose e mangiarne le interiora
Come l’indecisione di chiamarti,
e ascoltare la tua voce del tradimento,
verrai a casa a interrompere questo dolore stanotte?
Interrompere questo dolore stanotte

Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)

Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)

Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)

Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)

Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)

Non sprecare il tuo tempo con me, sei già la voce dentro la mia testa
(Mi manchi mi manchi)

(Mi manchi mi manchi)

(Mi manchi mi manchi)

(Mi manchi mi manchi)

(Mi manchi mi manchi)

l’ultima radiografia

Oggi c’era il saluto di Nadia che va in pensione.
Nonostante io sia ormai a tutti gli effetti ex collega, la mail a info mi aveva fatto correttamente pensare di essere invitata.
Certo, in molti mi hanno guardato come se – e qualcuno lo ha anche detto – mi fossi imbucata.
Lei invece mi ha salutato come se lavorassi ancora lì. In effetti sono poco più di tre mesi che manco.
Non avevamo un rapporto di tipo personale e forse in altri momenti della mia vita avrei scelto di non partecipare. Mi sono solo un po’ incartata quando mi ha chiesto “e gli altri?”: le ho solo confermato che la mail era stata letta e credo di averla guardata con l’espressione di chi non sa.
Ma io non potevo certo perdermi quella che Silvia ha definito “l’ultima radiografia”.
X tutti i giorni lavorativi ha squadrato da capo a piedi tutte le persone che incrociava nei corridoi.
‘Sto giro non mi sono sentita così squadrata: era troppo sinceramente emozionata.
E così avrò l’occasione di ricordarla anche in termini positivi e non solo x il super davvero super buffet!
Silvia e io abbiamo confermato: “noi non lo faremo”.
Al limite festeggeremo tra pochi intimi.
Ma – come si dice – da qui a là!

I’ve got the key (I’ve got the secret)

come cantavano gli Urban Cookie Collective negli anni ’90.
O forse non ce l’ho più. A seconda dei punti di vista.
Mi mancava la chiave del portone d’ingresso/d’uscita e sono un po’ di giorni che la chiedo e che mi rimpallano da una persona all’altra. Cioè, la chiave + importante – quella x alzare la sbarra del parcheggio – ce l’ho e sicuramente al mattino, all’orario in cui arrivo io, il portone è già aperto, ma sull’orario di uscita è probabile che il mio farmi ingabolare in colloqui fino a tardi mi farà uscire x ultima e quindi la chiave mi serve.
Oggi Daniela mi ha gentilmente prestato la sua ed è stata una buona idea, visto che sono stata davvero l’ultima a uscire.
Un po’ meno buona l’idea del direttore di bussarmi x informarmi che sarei stata l’ultima intanto che parlavo con un signore schizofrenico e un po’ pericoloso, ma lui non lo sapeva e quindi in teoria è stato gentile. In ogni caso domani non ci sarà la notizia sul giornale che sono stata sgozzata. Almeno non credo. Uscita ho chiuso la porta (spento il gas e tirato giù le tapparelle, no) ho fatto la chiave – a spese mie – ma meglio che rimanere chiusa in ufficio.
Come mi era capitato nel 2004 con Sara: lavoravamo lì dal mese di febbraio e non avevamo capito che durante l’orario estivo il portone chiudeva improrogabilmente alle 14.45. E così l’abbiamo trovato chiuso e non potevamo uscire. Solo la responsabile si è degnata di rispondere al telefono: “stavo andando in piscina, vengo ad aprirvi”. Ci siamo sentite piccole così e da allora – io almeno – la sono rimasta.
E intanto che passavo di lì ho restituito le chiavi del vecchio ufficio.
Non è stato semplice, ma nemmeno troppo difficile – quelle dell’ASL dovrei avercele ancora invece da qualche parte – avevo inizialmente idea di lasciarle in portineria, ma poi sono salita e ho pensato che la segreteria fosse l’ambiente più adatto. Sono passata a salutare Silvia e poi sono passata davanti all’ex corridoio, vuoto e buio. Forse anche il mio ex ufficio prima di accogliere altre persone deve defaticare un po’.
E poi a casa ho dovuto controllare di avere la chiave della catena della bici da portare la lavoro.

prima di aggiungere

all’elenco dei blog che seguo il mio sedicesimo – e dico sedicesimo – follower (x me sono risultati impensati, chissà se la gente poi legge davvero) volevo salutare – anche se con buona probabilità non lo saprà – l’allegraragazzamorta che recentemente ha chiuso il suo blog e si è trasferita su fb.
Mi sembra doveroso almeno un saluto sapendo che aggiungendo un’altra persona, la sua immagine scomparirà dal piè di pagina del mio blog.
E quindi, cara la mia ragazza, visto che sei stata una delle prime a mettere un mi piace su una foto e a seguirmi, dico ciao a te e alla tua pioggia di pensieri.