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latte di riso

Gelateria-Principe

Giovanni mi aveva suggerito di chiedere qui, ma non intendendosene troppo di cibi dietetici, non garantiva nulla.
L’uscita presto dal lavoro e il super caldo di ieri mi avevano motivato a fermarmi in gelateria.
La ragazza è stata super carina: io le avevo chiesto se avessero il gelato senza latte e lei mi ha spiegato i gusti alla frutta, i gusti fatti col late di riso e mi ha nominato il fondente: “ma potrebbero essercene delle tracce”.
Ho assaggiato un simpatico fior di latte col cacao che potrà fungere da gelato x l’estate prima di andarmene in piscina!!!

week end lungo

Il lunedì festivo è una gran cosa.
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Siamo partiti già dal venerdì sera con l’immancabile giro al mercatino europeo a Roveleto di Cadeo.
A testimonianza del mio gyros pita utilizzerò un’immagine di repertorio, visto che non ho fotografato quello di venerdì


Massimo poi andava a suonare e io mi sono aggregata a Elena ed Elisa.
Siamo finite alla Chiesetta, locale di moda del momento.
La chiesetta
Mi piacciono queste ragazze: con loro non si parla di telefonia, ma ci si può spingere anche su argomenti più strong.
Ho illustrato loro il mio progetto di decremonesizzazione e comunque devo ricordarmi di non lamentarmi che i pendolari su Milano sono e saranno sempre messi peggio di me.
Poi abbiamo raggiunto le altre loro amiche
Viola Valentino
Non ho più il fisico per fare tardi…
L’indomani mi sono svegliata presto x fare gli esami del sangue e quando sono tornata a casa, visto che Massimo era ancora a nanna, sono tornata a dormire.
Puntata con proposta di matrimonio STEAM inclusa e immancabili lavori di casa.
E alla sera primo spiedino della stagione
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Domenica pranzo al Gigante…non ce la farò ad abbassare il colesterolo…
due bucati a casa e sono tornata x Cristina

aperitivo al Sottocoda
e alla fine compleanno Christiania
Christiania
Poi lunedì ancora mercatino, sia di giorno che di sera intervallato da un po’ di shopping.
Pare che non sia stata chiara su quello che posso e non posso mangiare.
Ti ho potato a casa un po’ di torta:
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Consoliamoci con l’argentino (anche se ben poco europeo)
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the colesterolo suicide

Ho approfittato della mia settimana di ferie (ancora residue del 2015) x andare anche dal medico, teoricamente solo x farmi prescrivere una visita specialistica, ma poi lui mi ha ficcato anche gli esami del sangue e delle urine (come a un tossico qualsiasi).
Ho il colesterolo.
Sono rovinata.
Mi posso suicidare quando voglio.

8.30

bisognerebbe alzarsi sempre alle 8.30
un giorno di vacanza ogni tanto ci vuole, soprattutto considerando il fatto che con questo contratto ho diritto ad assentarmi x visita medica.
X fortuna ho conosciuto Davide che mi spiega sempre queste cose.
Le altre “socie” del car pooling lo ignoravano, ma cmq nel viaggio di ritorno di ieri dicevano che avendo loro la possibilità di fare le ferie “a ore” non ne hanno nemmeno bisogno dei permessi.
A me sembrava tanto la volpe e l’uva, ma magari mi sbaglio.
Ho fatto il mio esame, accompagnata da Massimo
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poi abbiam fatto colazione insieme al Bar Italia, ma senza la buona brioche con la crema al pistacchio del giorno con la neve.
Ho preso un pensierino da tiger logo
per Michela.
Spesa al cad-logo[1]
Poi a casa ho visto sia la puntata americana, sia quella italiana, di Beautiful.
Al pomeriggio siamo tornati da Ricci
e giornata ben conclusa con lo yoga!

TAC

se si pensava che fosse un articolo sul ragazzo di campagna quando apre i mobili nel monolocale di città (come aveva pensato Anita) non è proprio questo l’argomento.
Dopo la caduta in bici di quest’estate, dove avevo battuto la testa, ho pensato bene di fare degli esami, ma vista la non gravità e la non urgenza il mio medico mi ha inserito nella categoria D mi pare, beh quella entro i 60 gg.
Se il mio medico fosse stato Marianna (ma lei fa la maestra) l’esame me l’avrebbe fatto fare subito e ricordo ancora tutti i nomi che ho preso al bar Cheope, intanto che facevamo colazione un sabato mattina, per non essermi recata immediatamente dopo la caduta, al Pronto Soccorso.
Non voglio fare quella scettica, sicuramente le persone che parlano di malasanità avranno le loro buone ragioni, ma x quel che mi riguarda, finora, non mi posso certo lamentare.
Credo che quello che freghi sia il concetto di urgenza, oltre alle aspettative personali.
Come al lavoro da noi, quando entrano nel mio ufficio, affermando che è urgente, urgente, urgente! il + delle volte non lo è davvero, o meglio, lo è soltanto dal punto di vista di chi lo dice. Poi chissenefrega se una relazione che ho scritto il 4, firmata dal direttore il 5 ci mette tre giorni ad arrivare nella via parallela alla nostra.
Oggi ero un po’ agitata, è un esame che non avevo mai fatto e me lo avevano descritto come molto rumoroso e fastidioso. Si saranno confusi con la risonanza magnetica, immagino. Sono arrivata un po’ in anticipo, mi hanno fatto accomodare in sala d’attesa dove si crea un clima di auto mutuo aiuto con gli altri pazienti, mi hanno fatto compilare una scheda anagrafica dove dichiaro di non essere incinta, con l’autorizzazione al trattamento dei dati e mi hanno chiamato anche un po’ prima dell’orario. La tipa è stata gentile, mi ha chiesto come mai facessi quell’esame, mi ha dato tutte le indicazioni che servivano (cioè solo quella di stare ferma) io ho chiuso gli occhi (ma lo faccio anche dalla parrucchiera quando mi spruzza la lacca, figurati se non lo faccio x la tac) ho percepito di andare un po’ avanti e indietro e forse ho ruotato, non mi ero accorta invece di essere salita così tanto, dopo poco mi ha detto che avevamo finito.
Ho scoperto che pagherò quando ritirerò il referto cioè tra una settimana.
Poi ho fatto colazione al bar San Marco (più caro del Furnasön e niente saccottino) e al posto di farmi venire a prendere da Massimo dopo il suo nuoto ho pensato bene di farmi una bella passeggiata fino a casa.
Lavorando fuori città, spesso ho la sensazione di perdermi il contatto con la mia città e di essere straniera a casa mia.
Ma questo giorno di permesso me lo godrò proprio.