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sbaracco

sbaracco 2016
ultimi saldi…io dovevo assolutamente attenermi allo shopping visivo…
e quindi ho accolto con piacere il programma di Anita
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giro in centro e – ovviamente – merenda
G(f)aletti
commentavamo anche la scenata di ieri – visto che li abbiamo beccati tutti in giro – separatamente.
Lite tra amici: inserita tra le inevitabili cose della vita.
Peccato, però.
Io e io miei tempi lunghi di elaborazione non ci siamo ancora del tutto ripresi da quella di 10 anni fa.

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saldi 2016

non potevo non raccogliere l’invito di Marianna x lo shopping (non solo visivo!!!)
Lei aveva un programma abbastanza fitto e definito, il mio era più casuale, avendo escluso di buttarmi su pantaloni/maglie, senza il mio personal.
Così ho preso un nuovo
express nail polish remover
visto che la spugna di quello preso qualche anno fa lascia bordeaux.
Marianna suggeriva di farmelo da me, ipotizzando di buttar via la spugnetta, prenderne una tagliarla con il cutter, infilarla dentro e metterci il solvente.
Buona idea!
Ancora meglio però: prendere, fila alla cassa, pagare, uscire.
Poi mi sono buttata sul classico
calzedonia
intendiamoci, io le calze le ho prese che mi servivano, ma dove sperano di arrivare con tutti ‘sti colori scuri…l’inverno è lungo, ma in teoria, dopo dovrebbe esserci la primavera…
x concludere con due chiacchiere davanti a un buon the.

shopping.4 – the end

con ieri ho chiuso il capitolo acquisti.
Posso dirmi abbastanza soddisfatta e quasi pronta a buttare via qualcosa dall’armadio.
Di solito è dura buttare. E quindi faccio una tappa intermedia: passo i vestiti che porto fuori a vestiti che porto in casa e poi li butto.
Se avessi il coraggio di buttare via in modo spregiudicato ci sarebbe anche + ordine in casa mia, ma l’ordine sta nell’insieme degli obiettivi irraggiungibili: non sta nemmeno nei buoni propositi 2014, nel 2013 avevo azzardato un pallido: “un po’ +” ordinata. Ma se un obiettivo non è misurabile non si può nemmeno chiamare tale.
Massimo è/era molto ordinato: chissà xchè al posto di trasferirci le qualità reciprocamente, nel nostro caso, il matrimonio è servito a trasferirci i difetti e così delle volte si sente anche lui che dice: dove sono le mie chiavi?

shopping.3

non è mancata poi la consueta tappa in centro all’assalto di negozi di intimo – ma sempre attenendosi alla lista – sono riuscita a convincere anche Massimo a fare acquisti!!!
Elena diceva che “ornai” non avrei trovato + nulla, invece devo dire di no.
Rimane il mistero: sono le magre che non si dedicano ai saldi – in giro ci sono delle gran taglie XS – oppure sono le ciccione che hanno già fatto razzia?
oppure nonostante le promesse di piantarla lì con le campagne pro-magroscheletrico in realtà la situazione rimane la stessa?
X ora con la L ce la faccio ancora. Vediamo finchè dura.

shopping.2

da buona “cremonese” una delle mie mete dello shopping è – nel periodo dei saldi – il fidenza village.
Sopravvalutato.
Decisamente.
Non che siamo usciti senza pacchetti e senza la tappa alla barlumeria a mangiarci il culatello nel tagliere dei salumi.
Ma qui c’è qualcosa che non funziona: vestiti firmati – costosi – fatti di materiali sinteticissimi e altamente infiammabili?!
alla faccia delle fibre naturali.
X quanto riguarda noi invece siamo stati bravi.
Ci siamo attenuti all’acquisto di quello che ci serviva.
Proprio come suggeriva Isla quando dava i consigli che lei stessa non seguiva in I love shopping.

Poi alla sera sono riuscita a sfoggiare i miei acquisti nuovi e ho azzardato gonna e stivali – beh con le mie super calze non temevo nulla – ma ho passato venerdì sera migliori. X fortuna c’erano Elena ed Elisa anche se a me la scelta del finto caffè letterario fa un po’ cagare. Il coca e rhum era buono. Anche se non mi spiego come facciano ‘ste trentenni (credo + vicino ai 40 tra l’altro) a lavorare in TV e fare le avventure nel mondo e poi riuscire a non farsi dare il resto giusto dallo sbarbino del cameriere . . .

borsa di paglia…ciao!

borsa di paglia...ciao!

Decisamente è venuto il momento di riporre la mia borsa di paglia x tirarne fuori una un po’ più…invernale!
Ormai ho preso l’abitudine d’estate di recarmi al lavoro con una borsa di paglia. Ho copiato l’idea tanti anni fa dalle mie colleghe dell’ASL e persisto. Ovviamente rigorosamente con cerniera, che, ovviamente, tengo rigorosamente aperta (e questa è l’abitudine che mi ha lascialo la Fede). Ne avevo presa una nei saldi in via XX, che mi era durata un sacco, prima che le cuciture e le perline applicate mi abbandonassero, poi era stato il mio acquisto di Skiathos, anch’essa distrutta, l’anno dopo quella gigante di Monterosso: ok mi ero fatta impressionare dalle foto della ricostruzione dell’alluvione e forse mi è un po’ troppo borsa da spiaggia. E poi quest’estate, esattamente a Ferragosto, poco prima dei fuochi d’artificio a Bobbio, avevo trovato lei!!! Stavo valutando che è un po’ troppo per il lungo e io sarei più comoda più larga e corta, ma alla fine ho pensato che andava bene. Mi aveva già convinto a prezzo pieno, figuriamoci quando la commessa mi ha detto che costava la metà. Che spettacolo questo shopping di Ferragosto!
Ma ora la devo proprio abbandonare: poco si concilia con gli stivaletti e la giacca pesante di oggi…