Archivi categoria: autunno

Just

Just Cavelli
e il mio ponte si è concluso con un aperitivo dove suonava Massimo.

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Fattoria della bontà

Pranzo con le mitiche!!!
Io reggo poco la suddivisione uomini/donne/bimbi
se fosse x me quando si è tutti insieme, starei tutti insieme, MA poiché l’organizzazione non è la mia mi “limito” a partecipare.
Buono il menù


spettacolare la tombola prenatalizia:
ognuno doveva portare qualcosa e io con
tiger logo
so di non sbagliare, in + è proprio l’occasione x riciclare qualcosa senza che qualcuno si offenda.
quando si gioca, io non scherzo e quindi ho preso tre cartelle
DSCF4572
x un totale di 2 cuffie da bagno + 2 agende del 2016
se non giochi non vinci
gioca responsabilmente

ferie autunnali

X sopravvivere al mondo del lavoro, quello che serve – oltre all’averlo, il lavoro – è un buon piano ferie.
Lavorando con una collega immigrata dal sud, faccio a meno di precisare che i ponti e i momenti più classici sono tutti i suoi.
A parte rare eccezioni.
Così io mi sono “inventata” di starmene a casa in altri periodi.
D’altra parte se siamo l’unico ufficio che riesce ad accordarsi senza spargimenti di sangue, tragedie, e dispetti un motivo ci sarà.
Non avevo in programma viaggi, ma di riposarmi e fare tutte quelle cose che rimando a “quando avrò tempo”.
In realtà poi le mie ferie autunnali non iniziarono benissimo…tra la paranoia del giorno non firmato…il lutto del mio collega…il mio mal di schiena…
Ripigliatami un pochino ho fatto tutto…o quasi
mi sono riposata, ho acquistato l’agenda 2016, ho portato i pantaloni di Desigual dalla sarta, ho fatto il colore ai capelli, ho portato l’auto x il cambio gomme, ho prenotato x rinnovo patente, fatte le fototessera, commissioni varie, un po’ di Beautiful e pulizie di casa


domani si torna al lavoro, ma io sono già pronta x le prossime!

Filippo ore 4.52

La storia di Filippo inizia così:
Ad aprile 2015 il suo papà entra nel mio ufficio:
“Volevo vedere se c’erano i nomi nel tuo schedario”
“Perchè, siete incinti?!”
Non ho nessuna Marta e nessun Filippo.
L’ho abbracciato x congratularmi.
Il mio “socio” della pausa pranzo sarebbe diventato papà.
Battute, sul fatto che lui vuol fare sia allattamento sia “maternità”, a parte, sono felice x lui.
Tra l’altro quest’anno siamo a quota 3 persone che sono riuscite a dirmi direttamente di aspettare.
Vedo che le persone – non mi riferisco agli amici, intendo le persone in generale – fanno fatica a dirmi che aspettano.
Credo sia dovuto al fatto che io di figli non ne ho e quindi divento un personaggio strano a cui è difficile parlare dei figli.
Non ho nemmeno animali, mutui, motorini eccetera, eccetera, ma questo non impedisce alle persone di parlarmene. Ma sull’argomento figli vedo che si bloccano con me.
E x non smentirmi sula mia qualità di personaggio strano ho pure scommesso sul sesso del nascituro.
Con Dani avevamo concordato una pizza, poi l’ho estesa anche ad Anna.
Avevo detto femmina e quest’estate mi arriva ‘sto messaggio: “preparati a pagare” ero in piscina e lontana con i pensieri e temevo che non mi fosse stato autorizzato qualche rimborso…perchè la paranoia è sempre dietro l’angolo, poi ho capito da sola: Noooo la pizza!
Sono stata aggiornatissima sul colore della stanza (ballottaggio tra giallo/arancione o
giallo/verde) e sul diabete gestazionale di lei…c’era inoltre il rischio che nascesse al funerale del nonno… ma almeno questo se lo sono risparmiato.
Nessun sms con peso, lunghezza, ore di travaglio.
Solo un annuncio su FB che mi ha fatto vedere Massimo.
Mi sono congratulata con i genitori e ho dato il benvenuto a Filippo.

Luppoleria

luppoleria
Cosa ci farò in luppoleria dal momento in cui non bevo birra rimarrà un mistero.
E il cameriere ha trattato noi che avevamo ordinato un succo come delle persone con una malattia rara.
A me però il locale è piaciuto e anche la scelta della musica.

Ho riso e chiacchierato ed Elena non si spiegava perché io continuassi a “giustificarmi” perché esco con lei quando Massimo non c’è “sennò io e lui non ci vediamo più, bla bla, preferisco organizzarmi così bla, bla”.
Il bello è che a lei davvero non importa: sa di non essere un tappabuchi e pertanto non si ritiene tale ed è quindi solo così, come dovrebbe essere: felice di vederci.