risarcimento

Il giornale puntualizzava il congruo risarcimento che è stato dato alle vittime dell’abuso.
Per inciso ritengo che già risarcirli in soldi non sia una buona idea: soldi in cambio di sesso ha un’altra definizione; inoltre come rischio collaterale c’è che l’abusante potrebbe credere che è tutto a posto solo perché ha pagato tanti soli.
Ma rispetto a questa questione il mio dissenso non è verso il colpevole, o verso il sistema giudiziario italiano, ma verso la stampa.
Sul fatto che fosse un giornale locale di poco valore l’ho sempre pensato, ma era stato sempre collegato al mio campanilismo e nessuno (me compresa) aveva pensato ad altre ragioni.
Anch’io ho un lavoro in cui è importante saper mediare, trovare dei compromessi eccetera, ma ad un certo punto bisogna tirare una linea sotto cui non si vuole scendere, soprattutto se sai che quello che dici/scrivi arriva non solo ai diretti interessati.
Ma forse ci sono luoghi dove la linea non c’è e non la si può disegnare.
E poi quella superficiale sono io.

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