Archivio mensile:marzo 2014

discorsi da ubriachi

Oggi, dopo tanto tempo – ormai è raro – ho viaggiato da sola. Da una parte è comodo: ho sonnecchiato un pochino di + a letto stamattina, non ho fatto la tangenziale – che mi crea aggressività – ho tergiversato un po’ di + a far colazione al Furnasön: cappuccio + saccottino al cioccolato + lettura Libertà.
Ho timbrato solo 3 minuti in ritardo – speriamo che la voce Orario di Lavoro nell’ODG della riunione del 2 aprile non sia di dover entrare obbligatoriamente entro . . . scaramanticamente dirò solo presto.
Direttore con le stampelle.
Tranquillo non sono gli accidenti dei tuoi dipendenti/collaboratori.
Non è da persone serie, ma Giovanni e io abbiamo riso della cosa. Lui addirittura dice che ha seguìto il mio consiglio di motivare alla Direzione le ore di recupero (chi è la vera aziendalista in fondo?!)
Pranzato da sola. Qualche anno fa ce l’avrei fatta meno.
Fatto tutto.
A casa presto – secondo i buoni propositi – fatto merenda.
Nel viaggio di ritorno ho richiamato la Nico e volevo sentire Federica: l’ultimo nostro incontro non era andato bene x tanti motivi. Dice che vuole tagliare con molte persone e non avevo capito se anch’io faccio parte di queste: sono un po’ gnucca.
Nico mi ha risposto subito, mentre Federica mi ha poi richiamato che ero già arrivata a casa. Così ‘sto giro non ho potuto con lei vantarmi del mio Bluetooth, come mio solito.
E niente discorsi da ubriachi in macchina;
ultimamente con Francesca ed Elisa ne avevamo fatti parecchi: tra le strategie anticolleghi – il comitato “non è possibile preferire i gattini alle persone” – l’elenco delle finte trattoriasse dove il contesto sarà anche rustico, ma poi il prezzo . . . – e soprattutto chiedersi se è peggio mischiare o bere roba gramma / decidere che se bevi devi uscire con gente fidata e se abiti ancora con i tuoi scegliere quando loro sono via.
Quanta saggezza sprecata.
Ormai siam vecchie x queste cose.
Oppure no.

Beef fajitas

essere sposati significa anche spipparsi i parenti in casa al sabato sera.
Massimo aveva previsto un super menù che vista la voracità di tutti non sono nemmeno riuscita a fotografare . . . orso
Fortunatamente ci sono anche dei nipoti – sennò credo che neanche l’avremmo fatto l’invito – con Andrea che ci aggiorna sull’adolescenza del 2014, ma fino ai selfie ci eravamo arrivati anche noi e con Luca che gattonava sul tavolo . . . e giocava con l’orso di Sephora unico pseudo gioco che si riesce a trovare in casa mia – oltre ai peluche. Lui aveva i suoi (bravi questi genitori) ma il gioco nuovo da sbavussare era molto + interessante.

succo al pompelmo

Ieri sera sono uscita con Elena e c’era anche Elisa.

Abbiamo scelto un locale dove si potesse chiacchierare. Non ero ancora stata allo Shaker e l’ho trovato carino.

Tra lo sgomento generale ho ordinato non il solito coca e rhum, ma bensì un succo al pompelmo.

Le mie compagne di viaggio saranno liete di scoprire che il mio fioretto di quest’anno non è – come lo scorso – quello di rinunciare ai saccottini al cioccolato (ma cosa mi era venuto in mente?!) ma saltare il coca e rhum del venerdì sera.

è da qualche giorno che voglio fotografare questa pianta in fondo alla mia via e oggi era la giornata giusta.
Sopravvissuta bene alla settimana.
Il car pooling prosegue e con Francesca ed Elisa credo che siamo + affiatate.
Temevamo che non essendoci + Rita avremmo fatto un po’ + casino, invece no.
I miei propositi di uscire presto vengono abbastanza rispettati.
Vediamo questa positività quanto durerà, ma non voglio pensarci.
Mi godo la quasi primavera e tutta la positività che si porta dietro.
Stasera non farò il 3° venerdì sera in casa consecutivo: mi vedo con Elena.

CORSO DI DIALETTO E CULTURA PIACENTINA

CORSO DIALETTO 2014 Programma

quando mi sono iscritta a questo corso – rigorosamente gratuito – credevo che fosse un corso minchione in cui quattro anziani, due signore eccentriche e qualcuno finito lì x sbaglio si sarebbero messi a parlare in/del dialetto piacentino. E già mi immaginavo seduta in cerchio con degli estranei a cui avrei dovuto sommariamente spiegare perché non conosco il dialetto locale nonostante io sia vissuta sempre qui.
‘Sti cazzi.
Mi sono subito dovuta ricredere.
Intanto è un corso serio (forse il mio immaginario sarebbe più simile agli incontri degli alcolisti anonimi . . . chi può dirlo?! prima o poi finirò anche lì) sala super affollata (saremo un centinaio) con dei relatori che spiegano la grammatica – partendo dai riferimenti latini – la storia, le origini dei nomi delle vie, i cognomi.
Io rimango a bocca aperta tutte le volte.
Oggi abbiamo fatto pure gli aggettivi possessivi – dimostrativi – secondo me c’è chi non li sa neanche in italiano.
E poi ci sono (in sala) quelli che credono di saperne di + di tutti.
Puntualmente smerdati.
Da questi incontri esco sempre molto saggia (nell’accezione di Socrate, ovviamente) e soddisfatta della mia scelta.

festa della donna

che sia la solita trovata commerciale o che sia la celebrazione delle amazzoni, a me, poco importa.
Se m’invitano a pranzo e se si organizza x uscire alla sera, IO CI SONO.

Il viaggio di giorno è stato inaspettatamente molto più piacevole – abbiamo continuato a ripetere con Marianna – con la bella giornata che c’era ieri!
con l’immancabile rallentamento a Parola x leggere la frase esposta davanti alla chiesa “Un pugno di vento ti soddisfa? ESAMINATI!”. Sono sempre delle chicche.

Dalla Leti ci ricordavamo un’accoglienza diversa . . .
DSCF2277
invece la tavola imbandita ce la ricordavamo bene


e anche le porzioni super abbondanti – tutto rigorosamente a base di carboidrati

altro che tisana che poi serviva


Leti è sempre un’ottima padrona di casa e Monca e io avevamo avuto la stessa idea di regalare un fiore

“torno presto” avevo detto a Massimo, ma lui ormai lo sa . . .
Invece ero giusto tornata in tempo x prepararmi x la sera x uscire con le mie mammette.

Non sapevo bene dove Mara pensasse di andare e le avevo tirato un po’ di nomi perché non aveva manco prenotato “è inutile che ti lamenti che non vi vedete mai, se poi le tiri tutti questi nomi”. Massimo ha ragione, ma non ce la potevo fare.
Siamo partiti con l’aperitivo in centro, il locale era carino, abbiamo mangiato bene, cantato, ballato e riso un sacco.

auguri!

Quando sarò vecchio – Lorenzo Jovanotti Cherubini

Quando sarò vecchio, sarò vecchio
nessuno dovrà più venirmi a rompere i coglioni
Quello che avrò fatto, l’avrò fatto
vorrò soltanto stare a ricordare i giorni buoni
Molti che conosco saran morti
sepolti sopra metri di irriconoscenza
Me ne starò vecchio a ricordare
che non ho ringraziato mai a sufficienza
chi mi regalò qualche rima baciata
chi mi ha fatto stare bene una serata
chi mi ha raccontato qualche bella storia
anche se non era vera

Quando sarò vecchio, sarò vecchio
di quelli che nessuno vuole avere intorno
perché ha visto tutto e ha fatto tutto
e non sopporta quelli che ora è il loro turno
Mi rispetteranno come si rispetta
il tempo che separa lo studio dall’esame
Spero di esser sazio dei miei giorni
eviterà il mio sguardo chi c’ha ancora fame
Nella notte ascolterò disteso
la goccia inesorabile di un lavandino
che scandisce il tempo come un assassino
come un assassino

E poi magari un sabato di maggio
ad una stella chiederò un passaggio
e a tutti i prepotenti dirò ancora
“Con me voi non l’avrete vinta mai!”
E poi una domenica mattina
ancora sulla pelle il tuo profumo
a tutti i prepotenti dirò forte
Con me voi non l’avrete vinta mai!

Quando sarò vecchio, sarò vecchio
di sbagli inevitabili ne avrò fatti 200
E per quelli che io ho fatto apposta
non starò certo lì a offrir risarcimento
Se non sarò in grado quando è ora
mi va di farlo adesso che sono cosciente
prima che durezza ci separi
ringrazio tutti quanti, infinitamente

Quando sarò vecchio punto e basta
la vita che finisce mostrerà il suo culo
Con la mia pensione di soldato
si sarà consumato tutto il mio futuro
Darò del cretino a chi mi pare
dirò che tutti i libri non servono a niente
E che mille secoli di storia
non valgono un secondo vissuto veramente
con chi ha combattuto per restare vivo
con chi mi ha aiutato mentre mi arrangiavo
con chi mi ha insegnato qualche cosa che
risplende dentro di me

E poi magari un sabato di maggio
ad una stella chiederò un passaggio
e a tutti i prepotenti dirò ancora
Con me voi non l’avrete vinta mai!
E poi una domenica mattina
ancora sulla pelle il tuo profumo
a tutti i prepotenti dirò forte
Con me voi non l’avrete vinta mai!

Marzo – Yoga

E anche x marzo rinnovato l’abbonamento a Yoga.
Nella nuova sede.
Vicinissima a casa mia ! ! !
A parte i disguidi legati alla toponomastica siamo arrivate nella nuova sede, un po’ piccolina . . . del tipo che se siamo tutti presenti non ci staremo.
Una sola settimana saltata e quando ha iniziato a fare domande su eventuali dolori cervicali io volevo fuggire . . . la solita fifona.
In realtà alla fine della posizione del pesce ho pensato: “sono un pesce!”
Il post rimane interessante a casa di Anita dove c’era una spenta Marianna e una super Roberta che ci propone il concerto di Cristina D’Avena.
Forse è davvero la Vero la sostituta della Manu e la tragicomica situazione lavorativa di Anita mi fa vedere sotto occhi diversi la mia.
Sarà che ho fatto tardi a chiacchierare, sarà che comunque poi al giorno dopo yoga son più rilassata, ma che fatica alzarsi al giovedì mattina!

spoilers

sarà la noia, sarà lo yoga, ma è da un mesetto che non guardo + Beautiful – a parte il sabato – e saranno i sempre presenti problemi di copyright che non guardo nemmeno + The Bold and the beautiful in lingua originale.
Ma oggi dopo gli orari “notturni” di ieri sono riuscita a tornare presto con Elisa ed essendo tornata la mia spacciatrice di puntate ho deciso di saltare direttamente a quella del 28 febbraio.
La noia non è molto passata, ma grande Aly che schiaffeggia Wyatt! fai, fai pure il figo col diamante che poi ti fai prendere a calci da una ragazzina . . .