Kelari

Il buon proposito di uscire presto dall’ufficio sta avendo qualche piccola deroga – come x esempio fare nella stessa settimana al martedì 9.56 e al giovedì 9.03 e al venerdì uscire poco prima delle 17.00 – d’altra parte credo di dover mettere ancora a punto la parola NO. Ci lavorerò magari + avanti.
Ma la certezza è che il venerdì arriva.
Poche storie.
Ben consapevole del fatto che non sarei riuscita in nessun modo a schizzare via presto ho accettato volentieri il passaggio di Francesca e anche convincere Elisa a fare tardi non è stato difficile.
Sul sedile c’era una sciarpa rossa destinata alla raccolta Caritas a meno che qualcuna di noi non l’avesse voluta. Come dire di no alla possibilità di riciclare un regalo poco gradito? e poi si trattava di una sciarpa rossa con pon pon. Ho subito pensato che alla sera avrei fatto un figurone!

La giornata lavorativa poi poteva anche andare peggio, ma credo che il saccottino al cioccolato + crema abbia dato la carica giusta. Stefano è proprio il nostro barista preferito.
Effettivamente se mi avesse rifilato ancora l’altro tremendo saccottino avrei dovuto iniziare a contrattare su un altro tipo di brioche. Elisa aveva già dichiarato che qualche giorno fa dopo aver visto la mia espressione al primo morso temeva in una crisi pantoclastica. Ma ormai Stefano mi conosce e si sa che la prevenzione è la migliore arma.
Anche la pausa pranzo è stata utile: ho finalmente capito perché Giovanni ce l’ha così tanto con alcuni colleghi – una in particolare.
Arrivata a casa tardi ma ho avuto comunque il tempo di prepararmi visto che la macchina la prendeva su Anita.
Il viaggio è stato decisamente sopra le righe – ascoltando ripetutamente i Cani della biscia – non decelerando sui dossi – cazzeggiando col cellulare – eh va beh, facciamo le adolescenti, ma che male c’è?
Federica può dire quello che vuole.
La scelta del ristorante greco era stata di Marianna x evitare che Letizia cucinasse le solite mille teglie di pizza e focaccia che è sempre tutto ottimo e super abbondante, ma se siamo servite e riverite tutte quante preferiamo.

Avendo prenotato presto – prima delle 21.00 – quando siamo arrivate il locale sembrava abbastanza vuoto e questo ci ha probabilmente indotto a “schiamazzare” possibile che non posso andare in bagno un attimo che subito Anita e Marianna coinvolgono il cameriere nei loro battibecchi?!
Loro hanno preso anche l’antipasto, mentre Monica e io puntavamo a strafogarci di pita!
Abbiamo mangiato e bevuto bene, chiacchierato e riso un sacco. Le ragazze di adesso dicono LOL, giusto?!
Non so se abbiamo chiuso tutte le parentesi che sono state aperte, ma gli aneddoti si moltiplicavano, come quando Simone – di 7 anni – faceva il filo all’Anita e io spiegavo che si sono incontrati perché “prima serata mammette e poi serata non mammette”. La precisazione di Anita:”Io faccio parte delle non mammette” poteva in realtà sembrare superflua, ma è stata invece molto apprezzata.
Mi ha fatto molto piacere anche che sia passata Greta che non vedevo da tempo e che – credo – abbia chiarito i motivi x cui è stato meglio non accettare il lavoro a Parma.
Sabrina invece non ce l’ha fatta.
X me è molto bello creare e mantenere dei legami di questo tipo.
Credo che questo sia il concetto di rete.

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