Archivio mensile:gennaio 2014

capovolta semplice

alla fine dello scorso anno Paula l’aveva detto che avremmo fatto le capovolte, ma poi l’ho completamente rimosso e mercoledì un po’ a tradimento ce le propone.
cazzo.
Non sono mai stata capace neanche da bambina figurati se ci riesco a 37 anni suonati.
In realtà dopo che si è chiarito che l’obiettivo è l’equilibrio e non le acrobazie, preferisco rimanerci in equilibrio – e bella distesa ci riesco proprio bene – e quindi non ho eseguito nulla di quello che lei ha chiamato capovolta semplice.
Ero terrorizzata e lei è stata carina: mi ha guardato e mi ha rassicurato sul fatto che ce l’avrei fatta.
Alla fine della lezione le ho dichiarato la mia paura e lei l’aveva già capita.
Non c’erano accordi x il post yoga e la mia teoria è quella che sul last minute funzioni meglio: ho chiamato Marianna e le ho detto che avevo bisogno di ripetizioni di capovolte.
Siamo andate da Anita che ha un super tappetone.
In realtà più che una capovolta era la candela.
Tanto x me è tutto improponibile.
O – almeno x mercoledì scorso nel post yoga – lo era.
Con il supporto dell’equipe giusta si può fare TUTTO.
E così dopo parecchi tentativi – prese in giro – foto col cellulare – cuscini di supporto e sensazioni di strozzamento ci sono riuscita.
e non si è sentito crack

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sana e salva

ok, la canzone è di un po’ di tempo fa e lunedì sarebbe stata abbastanza azzeccata – martedì non particolarmente – ieri decisamente no – e finalmente oggi posso postarla.
Non ho vinto io il 1° ordine di servizio del 2014 anche se ero praticamente sicura che sarebbe arrivato a me.
Perché l’anno lavorativo era iniziato bene con la sede nuova, l’ufficio da sola, il parcheggio, il mio gruppo x la pausa pranzo, la cioccolata con panna del Dolomiti.
MA
Ieri l’incontro nell’ufficio del direttore con anche il coordinatore è stato piuttosto difficile.
Diciamo che il massimo che sono riuscita a raggiungere è stato: NON PIANGERE.
Né davanti a loro e neanche dopo.
Non condivido né le loro posizioni né le loro modalità e faccio di testa mia e questo è mal visto.
Ma oggi – anche se non verrà ammesso – i fatti mi hanno dato ragione.
Forse mi sono assunta un po’ troppa responsabilità, ma abbiamo evitato di fare qualcosa di inutile.
Sana e salva.

cioccolata con panna

chi l’avrebbe mai detto che avremmo organizzato con Ilaria di andare al Dolomiti a mangiarci una buonissima cioccolata con panna. A me lì piace perché ti portano la panna a parte. ed è buonissima!!!
E’ nato x caso: un giorno sono uscita dall’ufficio intanto che passava di lì Ilaria. Lei è una fan della merenda e la riesce a fare – beata lei – a casa (io arrivo all’orario dell’aperitivo – niente contro gli aperitivi non scherziamo, ma la merenda è un’altra cosa) e allora mi è venuto da proporglielo.
Non abbiamo un rapporto stretto, ma xchè no? lei partecipa volentieri ai pranzi, mi aveva dato gli scatoloni x il trasloco, mi ha salutato bene, è già venuta anche a trovarmi nell’ufficio nuovo e verrà alla formazione. Magari talvolta è un po’ particolare, ma probabilmente perché è Scorpione.
Ci abbiamo messo davvero poco a organizzarci ed è stato davvero piacevole fare merenda, due chiacchiere davanti alle nostre cioccolate.

auguri Simone!

quello che adoro del compleanno dei bambini è che si mangiano un sacco di schifezze buonissime: patatine, popcorn, pizza, focaccia, eccetera eccetera.
Non c’era il vino: Andrea ha giustamente considerato che i bambini non lo bevono, anche se un goccio noi adulti l’avremmo bevuto volentieri. Sono riusciti a esserci anche Giordana e famiglia.
C’erano gli amici e i compagni di classe di Simone.
Loro sono il mio corso di aggiornamento sui bambini: ho scoperto che fanno le marachelle, che snobbano i vestiti e preferiscono i giochi in regalo, che spaciugano con le dita le patatine, che hanno dei cartoni animati x cui vanno pazzi – direi esattamente come 30 anni fa – ma non avendo figli devo sempre fingermi un po’ stupita sull’argomento bambini – mi sono invece un po’ stupita davvero, ma piacevolmente, di vedere la Nico che se la chiacchierava con quel bel papà della bimba a che fa danza e si dilettava a fare le ruote (la bimba faceva le ruote, non sicuramente il papà, né tantomeno la Nico).
E sono tornata indietro a quando la Nico aveva i suoi amici del bar con cui uscivamo e ce la ridevamo.
L’ho sentita che si accordava x una bella cena con tutti i bambini.
Temo non mi inviteranno.
E non perché non ho il bambino, ma xchè il papà bello se lo terranno tutto per loro.
Peccato.
Guardare e non toccare.

14 again (feel like . . .)

non mi accordavo x uscire al sabato sera con i 14enni nemmeno quando avevo 14 anni – probabilmente xchè all’epoca non uscivo ancora alla sera.
Le mie colleghe mi avevano sconsigliato di trascorrere tutti i fine settimana con i parenti di Massimo, ma io ovviamente ci avevo dovuto sbattere la testa, da buon Scorpione.
E da buon Scorpione me l’ero sfracellata la testa. Dal 2009 ci avevo messo una pietra sopra.
Ma visto che pare che io abbia promesso (e x ricordarmelo bene scelsi 3, dico TRE testimoni di nozze) nel bene/nel male – in salute/in malattia – con gli amici allegri/con i parenti rompicoglioni, adesso lascio decidere a lui. Io ci sono.
E così avendo creato questo bel rapporto zio/nipote capita di uscire con loro e torniamo 14enni anche noi – meglio di un corso di aggiornamento sugli adolescenti –
Sabato siamo finiti al messicano e ci siamo divertiti a sentire i racconti di Andrea sulla scuola e sui suoi amici.
e poi con Massimo c’è una bella sintonia – mi sembra un 14enne anche lui.

shopping.4 – the end

con ieri ho chiuso il capitolo acquisti.
Posso dirmi abbastanza soddisfatta e quasi pronta a buttare via qualcosa dall’armadio.
Di solito è dura buttare. E quindi faccio una tappa intermedia: passo i vestiti che porto fuori a vestiti che porto in casa e poi li butto.
Se avessi il coraggio di buttare via in modo spregiudicato ci sarebbe anche + ordine in casa mia, ma l’ordine sta nell’insieme degli obiettivi irraggiungibili: non sta nemmeno nei buoni propositi 2014, nel 2013 avevo azzardato un pallido: “un po’ +” ordinata. Ma se un obiettivo non è misurabile non si può nemmeno chiamare tale.
Massimo è/era molto ordinato: chissà xchè al posto di trasferirci le qualità reciprocamente, nel nostro caso, il matrimonio è servito a trasferirci i difetti e così delle volte si sente anche lui che dice: dove sono le mie chiavi?

le calze d’inverno: queste sconosciute

Ero già d’accordo dall’inizio della settimana che sarei uscita con Cinzia venerdì, sennò, probabilmente rifacendosi al principio – da me elaborato – che: “stando alla stanchezza non esci +” sarei collassata sul divano x poi borbottare che non è possibile solo lavorare bla bla, che mi devo organizzare meglio bla bla, che se non mi ripiglio nel week end poi come faccio tutta la settimana, bla bla, bla.
L’età media delle gente che esce e riempie i locali si è alzata. O ero io che i vecchioni non li vedevo quando ero ggiovane davvero?
Dopo aver scartato il Pollo xchè x Cinzia è + bello come locale estivo – dopo aver scartato il Blue factory xchè ci sarebbe stato posto solo in veranda, siamo finite alla gelateria 900 a fare due chiacchiere prima di raggiungere Elena ed Elisa.
Nei fine settimana in cui torna Elisa è abitudine andare a ballare all’Altrovillage.
Siamo arrivate prima e abbiamo trovato pure un tavolino libero. Poiché il volume permette poco di chiacchierare capita di soffermarsi a osservare le persone che passano e trovare “curiose” alcune cose, come il ragazzo con i tappi nelle orecchie e le signore che imitano le ggiovani e vanno in giro senza le calze. In gennaio. decisamente curioso.

Lo Yoga non è toccarsi le ginocchia con la punta del naso, ma raggiungere l’equilibrio.”
Paula

Ok.
Chiariti gli obiettivi, c’è da decidere se li si condivide oppure no. La logica suggerirebbe che se li si condivide si rimane e se non li si condivide si va. La vita ci rivela invece che talvolta si fa esattamente il contrario. E adesso ho capito anche Cecilia cosa intende quando dice che alcune persone al posto di fare psicoterapia e affrontare i loro problemi si buttano sulle discipline orientali scazzando decisamente l’obiettivo.

‘sto giro pensavo che il post yoga fosse sospeso e invece siamo riuscite a organizzarci andando a casa di Anita a mangiare tiramisù e a fare due chiacchiere x terra su tappeto e cuscinone. Marianna sostiene che x colpa nostra adesso guarda l’oroscopo…

 

I want to ride my bicycle

Oggi ho scoperto che dalla finestra del mio ufficio vedo esattamente dove è parcheggiata la mia bici.
Sono stata un po’ preoccupata durante il week end che mi venisse rubata la bici prima che io potessi usarla.
Ieri c’era e anche oggi.
E’ una bella comodità. Se fossi stata a piedi sarei arrivata in ritardo. Perché è un attimo: rispondi al telefono e il ritardo è assicurato. Se non rispondi poi però hai svariate chiamate perse e richiamare tutti diventa stressante “non la trovo mai! non mi risponde mai! quando la cerco non c’è mai” eccetera eccetera.
Per oggi avevo programmato di uscire alle ore 16.00 e la magia: ho convinto tutto il car pooling a uscire a quest’ora!
Elisa mi ha addirittura accompagnato da Viviana e oltre a salutare Chiara abbiamo fatto una splendida merenda.
Anita dice che con noi si diverte “eh sì che quella che dice le cazzate sei tu.”