Archivio mensile:novembre 2013

tagliere piccolo

E’ strano come il nostro cervello faccia alcune associazioni di idee.
Giovedì mattina, al lavoro, intanto che mi sanguinava il naso e la collega che si trasferirà all’ASL, mi consigliava di tenere la testa all’indietro…ho avuto un flash! Ricordo esattamente che Sara invece mi suggeriva di tenere la testa in modo che il sangue scendesse bene giù x evitare di ingerirlo. E allora che già da un po’ avevo in mente di contattarla le ho mandato un messaggio per mangiare insieme a pranzo. Ci siamo date appuntamento in salsamenteria.
Qualsiasi salsamenteria è indegna di questo nome, paragonata a Baratta, ma quel posto lì è carino e raggiungibile comodamente a piedi.
Ci siamo orientate su un tagliere piccolo che comprende un tris di salumi. Perché se ti chiedo mortadella + speck + salame, mi porti due tipi di salame e la mortadella?. Senza dubbio alcuno la colpa è stata mia che faccio la cretina, criticando il salame cremonese perché c’è l’aglio e così il tipo ci ha proposto il felino, ma io avevo capito che la porzione di salame l’avrebbe divisa in due, invece così ci siamo perse lo speck. Va beh.

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Invece ci ha proposto questo fantastico vino spagnolo Pagos de Araiz – che mi sono dovuta annotare sul telefono xchè MAI avrei potuto ricordarlo – Chissà perché gli chiediamo sempre un bicchiere e ci porta tutta la bottiglia… che di solito finiamo senza grossi problemi, ma ‘sto giro – 14 gradi – abbiamo deciso di berne giusto solo un secondo bicchiere.
Prima di conoscere Sara riuscivo a distinguere i vini, solo dopo averli assaggiati, in: mi piace/non mi piace oppure bianco/rosso.
. . . beh anche uscire con Massimo ha contribuito a migliorare la mia conoscenza in quel campo.
Adesso me ne intendo un pochino di più, ma lascio sempre più volentieri far scegliere a chi ne sa più di me.

Da quando non siamo più colleghe mi manca un po’.
Lei sta sicuramente meglio e quindi – sempre come direbbe la volpe all’uva – meglio così.
Chissà se avesse passato il questionario a crocette se l’avrebbero poi bocciata alle altre prove o se l’avrebbero assunta.
Effettivamente lì da me lei sarebbe un po’ sprecata. (n. d. r. tutte le persone che non lavorano più lì, alla fine, dopo il primo periodo di merda x il non aver + un lavoro, stanno tutti molto meglio che se fossero lì).
– come collegava lei le informazioni che apparentemente non c’entravano – come sminuzzava lei ogni ragionamento in mille parti – come capiva bene le persone lei, non troverò più nessuno.
Adesso al massimo riesco a ottenere traduzioni-non-richieste di frasi in dialetto siciliano.
Finché resisto.

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assicurazione

Ok. Pagata l’assicurazione e inviato il tutto. Speriamo di non doverne avere bisogno. Dopo che la Reale Mutua ci ha sfanculato e mi chiedo x colpa di chi, ma a giudicare dal fatto che quest’anno il premio l’ho pagato + del doppio degli scorsi anni, credo che sia colpa nostra, non sapevo assolutamente dove sbattere la testa. Svariate mail + tardi ero riuscita a trovare quello che cercavo.
Ho sempre pensato che tutte ‘ste assicurazioni fossero un po’ x paranoici: la cicala di Jean de La Fontaine sicuramente non la farebbe, ma da quando ho avuto quel problema mi sento + tranquilla a pensare che, se dovesse succedermi qualcosa, sono assicurata, che tanto se succedesse qualcosa di grave non so, ma prendiamola come una forma scaramantica.
Persino il mio gruppo si è stupito di tutto ‘sto assicurarmi.
Deve essere un sintomo di malessere.

BIP…Capitan Harlock!

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I rapporti che valgono durano davvero nel tempo.
Ci sono tanti esempi, ma un caso è sicuramente quello di noi compagne di classe delle scuole medie. Abbiamo preso, ovviamente, strade diverse, la maggior parte ha fatto su famiglia, chi è accoppiato, chi è single. La difficoltà di trovarsi non ci ha mai scoraggiato: quando andavamo a scuola insieme ci trovavamo x fare i compiti, giri in bici, leggere Cioè insieme, poi con le superiori abbiamo stretto legami diversi: x quel che mi riguarda, purtroppo, una perdita di tempo. Ma abbiamo sempre trovato il modo di continuare a frequentarci. Con la patente e le uscite alla sera è stato + semplice, poi si sono tutte fidanzate + o – nello stesso periodo e così ci vedevamo x l’aperitivo, in modo che alla sera si uscisse con i morosi, poi ci sono stati i matrimoni e i figli e lì le uscite alla sera sono apparse da subito + complicate. Al di là di andarsi a trovare a casa, da qualche anno abbiamo pensato di organizzare dei pranzi domenicali.
Solitamente si riesce non più di due volte l’anno, ma comunque si punta sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Soprattutto con chi ha scelto l’ambito familiare in modo piuttosto integralista, è difficile condividere altre occasioni rispetto a questi pranzi.
Visto il tempo autunnale Marcella aveva organizzato dopo il pranzo canti e giochi all’interno.
Durante il pranzo mi sono sapientemente seduta di fronte a Sara che era da parecchio che non vedevo, così ho avuto occasione di conoscere un po’ meglio anche il suo fidanzato e, un po’ lontani dai bimbi, ci siamo dedicati anche al Gutturnio.
Abbiamo mangiato bene, i bambini hanno cantato e ballato e poi si è giocato tutti insieme, ovviamente c’era da indovinare i titoli di alcune canzoni: maschi contro femmine. I maschi credevano di essere avvantaggiati, vista la presenza del DJ nella loro squadra.
Ma quando si tratta di giocare, io sicuramente non scherzo. Sembravo intenta a versare limoncino e bargnolino nei bicchieri da liquore, quando ho sentito l’inizio di una canzone piuttosto nota.
BIP…Capitan Harlock!
Abbiamo vinto 12 a 8.

Dirty Dancing (ex Laguna Seca)

No.
Non mi riferisco sicuramente al film che poi prendo dei nomi da sconosciuti…
Ieri sera alla ricerca di un posto dove mangiare un bisteccone, siamo finiti in Località Sette Ponti in questo circolo…un po’ titubanti x la poca gente all’interno e x la questione tessera, entriamo comunque, con aria circospetta, in questo locale.
La signora ci propone un menù piuttosto classico da queste parti, niente bisteccone, ma con uno spiraglio in fondo al tunnel: la grigliata mista con contorno di patatine fritte. Direi davvero buona: salsiccia, costina, hamburger, manzo cotti a puntino. Un po’ indietro con il sale, ma io preferisco così, mentre Massimo lo aggiunge sempre. La fredda temperatura iniziale si è poi piano piano scaldata. Merito del Gutturnio? o del camino? chi può dirlo. Poi c’era un simpatico cantante di latino americano che abbiamo però snobbato andandocene a casa presto.
Tre stelle.

Rosso pomodoro

Il disastro della settimana è giunto al termine, non in modo meno disastroso, dopo la supervisione.
Il pensiero di tutte le cose che non ho fatto, mi ha fatto portare a casa del lavoro.
Ancòra.
Fortunatamente mi ero già organizzata il venerdì sera in modo adeguato: consapevole del fatto che le famigliole con figli hanno orari, chiamiamoli di prima serata, avevo già programmato il post, chiamando sapientemente Elena in pausa pranzo per chiederle se potevo aggregarmi a lei sul tardi, in modo che avrebbe tenuto d’occhio il telefono e io non mi fossi saltata la serata, x colpa delle chiamate perse.
Arrivo da Nico puntualissima, seppur non eccessivamente infighettata. Aggiornateci vicendevolmente sui recenti avvenimenti/pettegolezzi, vinco un gioiello fatto a mano da lei, credendolo il mio regalo di compleanno lo accetto volentieri, anche se il destino di tutti i pendagli/braccialetti & co. che mi regalano è di finire in camera chissà dove. E’ più forte di me. Anche di anelli porto solo la fede.
Constatato che Simone dovrà studiare meglio geografia x lunedì, attendiamo impazienti l’arrivo di Giordana che, come ogni venerdì sera in cui vogliamo uscire insieme, faceva chiusura.
Arrivata lei, andiamo al Rosso pomodoro xchè lei ricordava con piacere i dolci e io assolutamente volevo la pizza fritta! Oltre al fantastico tiramisù alla Nutella e crema chantilly della foto che era così buono come sembra.
Abbiamo mangiato bene e Simone, considerando che gli altri bimbi x motivi vari non c’erano, è stato fin troppo bravo. Siamo riusciti a coinvolgerlo oltre che con il cibo, con la macchina fotografica e il locale mezzo vuoto ha permesso che lui si potesse esprimere liberamente senza paura di infastidire (n. d. r. quando Massimo e io andiamo a mangiare fuori da qualche parte e ci ronzano intorno dei bambini sconosciuti – sì sono io che li attiro, lo so, soprattutto se sono in qualche modo un po’ sfigati – lui dice sempre: “ma xchè non se li curano?”).
La confezione Pupa che mi è arrivata in regalo (era quello il regalo) era davvero carina.
Sbolognati Andrea e Simone a casa (o forse loro hanno sbolognato noi?!) siamo andati a salutare Massimo nel bar dove fa il DJ e ci siamo bevute un caffè.
Poi come da copione loro sono andate a nanna e io ho chiamato Elena che era in giro con Elisa e le ho raggiunte al DNA. Ho anche incontrato Andrea e gli ho chiesto di salutarmi Chiara con cui non si riesce mai a vederci (beh certo se lei è relegata a casa col figlio e lui fa il finto ggiovane che esce con gli amici . . .)
Tutte concordi nel dire che se badi solo alla stanchezza il venerdì sera te ne staresti a letto, ma del tipo addirittura senza cena, se invece riesci a fare quel passo in più che ti permette di uscire di casa, ti godi una bella serata.
Grazie, ne avevo proprio bisogno.

panico

Oggi non ce la potevo proprio fare.
Dopo che ieri sera “imposto un attimo la relazione x domani” (20.45 – 23.15), stamattina arrivo presto x archiviare una serie di documenti che giravano nella mia cartelletta rossa da un po’ di giorni? settimane? così poi esco e quando torno finisco e consegno tutto in tempo.
Sono stata preso dal panico: NO, MA IO OGGI MI LICENZIO!
Durante la mia uscita prima hanno trasmesso la canzone Panico – Fabri Fibra/Neffa e io mi ci ritrovavo in pieno.
Ma poi l’arcobaleno . . .

il pomeriggio poi è stato un disastro in realtà. Ho consegnato tutto. Ma non andrà bene.
Carina Chiara a telefonarmi dal Bluetooth della macchina x tirarmi su, bene Nico che mi ha chiamato x l’organizzazione del venerdì sera, ma soprattutto il mio ciccino: “apriamo il vino stasera?!”

se non ci fosse lui . . .

Il “bello” delle strade cremonesi

Ancora lontana dal raggiungere il mio obiettivo di andare al lavoro in bicicletta, questa settimana devo dire che non posso lamentarmi perché ho sempre trovato libero il mezzo aziendale e non ho dovuto litigarmelo con i colleghi.
La complessa organizzazione del car pooling di oggi prevedeva di viaggiare all’andata con Rita e al ritorno con Elisa, con orario di partenza del ritorno imprecisato.
Vista la mia paura di essere abbandonata a cremona, mi autorassicuravo confidando nella pazienza di Elisa, o, come invece è successo, nel suo ritardo. Grazie.
Potrei essermi messa troppi appuntamenti, o potrei essermi dilungata troppo in telefonate, oppure non so. Sta di fatto che all’orario in cui sarei già dovuta essere a Zanengo ero in ufficio che telefonavo x comunicare il mio ritardo e per chiedere se era il caso di vederci o di posticipare.
Ovviamente quando si è in ritardo poi si sbaglia pure strada. Sì: sia all’andata che al ritorno.
E qui arriva il bello delle strade cremonesi: qualsiasi strada tu faccia prima o poi si ricongiunge da qualche parte che ti riporta in città.
Probabilmente è così in tutte le province, non lo metto in dubbio, ma essendo completamente nella pianura padana x ritrovarti non devi certo scavallare colline e/o montagne! come invece mi era capitato da altre parti . . .
Quindi sono tornata a casa sana e salva e Massimo mi ha recuperato al parcheggio.
Mi è toccato saltare Yoga xò: visto che se alle 19 ero a casa, difficilmente, per poco che avrei potuto metterci a prepararmi, alle 19 sarei riuscita a essere là. E se arrivi tardi non ti apre…

Arancia Meccanica

L’ho rivisto ieri per la seconda volta.
Potrei anche non averlo capito completamente.
Oppure potrei avere le mie personali opinioni che con quello che voleva rendere Stanley non c’entrano assolutamente nulla.

“Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pit, Georgie e Dim. Eravamo seduti nel Korova milkbar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova milkbar vende ” latte + “, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza.”

Partiamo dal protagonista, che seppur piuttosto delinquenziale, viene reso simpatico.
Sarà anche x le ZERO doti di leadership.

“Ora sapevano chi era il signore e padrone. Pecore, pensavo. Ma un vero leader sa quando concedere, e mostrarsi generoso agli inferiori.”

“E d’un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all’ispirazione.”
se glielo spieghi tu in ufficio da me . . .

Madre di Alex: Alex! Alex! Alex!
Alexander DeLarge: Che cosa vuoi?
Madre di Alex: Le 8 passate, Alex. Fai tardi per la scuola, figlio mio!
Alexander DeLarge: Mi fa male il Gulliver, ma’. Lasciami in pace, dormendo mi passa. In modo che per il pom sarò in piena forma.
Madre di Alex: Non sei mai andato a scuola questa settimana.
Alexander DeLarge: Riposo, ma. Debbo rimettermi, altrimenti potrei danneggiare la mia educazione.
Madre di Alex: Ti lascio il breakfast in caldo! Io devo andare a lavorare adesso.
Alexander DeLarge: Addio, ma’! E divertiti in fabbrica!
Padre di Alex: Mi chiedo, dov’è esattamente che va a lavorare la sera?
Madre di Alex: Mah, dice che lui, che lui fa dei lavori. Diciamo, aiuta… Di qua e di là, come capita.

poveri genitori o tutta colpa loro?

Era stata una magnifica serata e, per un finale perfetto, quel che ci voleva era un tocco del gran Ludovico Van.
ascoltare Beethoven non sarà mai + la stessa cosa, x nessuno, credo.

“Il dolce su e giù”
si commenta da solo

Eh, birba birba birba, vecchia sporcacciona!
ma come ti può venire in mente la scena del pene di porcellana?

“Io non dico una solitarias logos se non ho il mio avvocato. Conosco la legge bastardi.”
e che i metodi x i delinquenti siano davvero questi, nessun dubbio giusto?

“Avevo letto tutto sul supplizio e la corona di spine e mi vedevo a prender parte, magari al comando della flagellazione e della crocefissione, tutto vestito all’ultima moda romana.”
curioso che in carcere non si immedesimi con chi soffre, ma con chi fa soffrire . . .

“Non mi era piaciuta l’ultima parte della Bibbia, perché è quasi tutta predica e non c’è vera lotta, e non c’è più tanto su e giù. A me piacciono le parti in cui quei vecchi ebrei si picchiano di santa ragione, e poi sturano alcune bottiglie di vino israeliano e si infilano a letto con le damigelle delle mogli. Io ci campavo su quel libro.”

e poi la cura Ludovico: lo dico sempre io che il cognitivo – comportamentale x le persone non va bene…ma Joss Whedon quando nella 4 serie hanno messo il chip nella testa di Spike si sarà ispirato da qui? Non fai il male xchè scegli, ma solo xchè non riesci a farlo.

“È buffo come i colori del vero mondo divengano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo.”

“E quando arriva il sesto, settimo malcicco, che grigna, ride, e poi lo infila; inizio a sentire un po’ di nausea.”
È un Delitto!!! Delitto! Delitto! Delitto! Usare Ludovico Van in questo modo! Lui non ha mai fatto male a nessuno!! Beethoven ha solo scritto musica!! Non è giusto!!!

“Bene, io me ne vado via, non mi rivedrete mai più qua, io me la cavo da solo. Vi ringrazio molto e che vi pesi per sempre sulla coscienza!”

“Ero guarito… Eccome!”