Archivio mensile:ottobre 2013

Luca

A quindici giorni di distanza dal battesimo di Carlotta abbiamo avuto quello di Luca.
E qui, in quanto parenti stretti – addirittura zii materni – nessun borbottamento da parte di Massimo.
Solita richiesta su cosa serve di regalo e, contrariamente alle aspettative, non ci chiedono soldi, ma vestiti e pannolini. Che fosse un chiaro segnale di S. O. S. x far capire che, a soli 3 mesi del bimbo, sono nella merda? Noi ci siamo limitati a eseguire senza fare della dietrologia. Però ci spiaceva, i pannolini poi si buttano e i vestiti non gli andranno più bene. Volevamo qualcosa che rimanesse. Perché sì, nonostante la parentela stretta, siamo probabilmente alla fine della classifica immaginaria degli zii. Telepaticamente ipotizzavamo di prendere anche un bell’orsacchiotto di peluche formato giga. Come se fosse semplice. A parte il Trudy che c’era e costava anche parecchio, non ne abbiano trovato uno in tutta la città. Ci è fin venuto il dubbio che sia diventata una razza in via d’estinzione. Così abbiano trovato un simpatico delfino di peluche a un prezzo interessante.
Scioccamente pensavo che, avendo invitato poche persone al matrimonio – poche cioè 14 – al battesimo ci sarebbero state le stesse persone, valutando poco probabile ridurre ulteriormente il numero. Invece, colpo di scena, eravamo molti di più. Sono stati riesumati zii e cugini dei genitori del battezzato, credo x ragioni diplomatiche. Tanto che, credo in barba a qualsiasi tradizione, il conto l’ha pagato il nonno paterno. Grazie Ivano, quindi.
Luca ha pianto tutto il tempo dimostrando già la sua scarsa propensione alle cerimonie, mentre finito il tutto era bel tranquillo, ha mangiato, dormito e sorrideva al suo pubblico. Non ancora al delfino, ma per quello ci sarà tempo. Abbiamo mangiato bene – alla faccia della merenda – bruschette, focacce, pizze, salumi, risotto e una mega torta.
Abbiamo chiesto ad Andrea come vanno le superiori – l’altro nostro nipote è proprio grande – e abbiamo scoperto di avere anche noi 14 anni visto che siamo andati a vedere recentemente lo stesso film al cinema…ma il sospetto già ce l’avevamo…
Per il resto del pomeriggio – non ce la posso proprio fare – ho fatto amicizia con A., l’unica bambina iperattiva tra i presenti. X me era solo una simpatica bimba vestita di rosa che si avvicinava incuriosita al festeggiato (e un po’ anche al suo peluche) e poi ho scoperto che invece era un mostro, in quanto prima figlia del compagno della cugina del padre del festeggiato. Mi sembrava che volesse solo giocare, ma invece – mi sarò sbagliata – era un essere pericolosissimo, che persino suo padre evitava di curare. Lo sveltone (e giuro non conosco la mamma della bambina) non le aveva ancora nemmeno fatto fare i compiti x il giorno dopo e pare che del lavaggio dei suoi vestiti che la bambina aveva prontamente sporcato rotolandosi x terra, se ne occupi una tal nonna Luisa.
Ovviamente io le davo retta tra lo sguardo inorridito degli altri del tavolo che non capiscono che l’infanzia abbandonata è costituita da una “casistica” molto molto ampia e variegata, non sono solo i bambini che adotti a distanza x detrarlo dalle tasse.

Hannibal

non avevo ancora fatto in tempo a rallegrarmi x il ritorno di The Mentalist nel palinsesto, anticipato dal mercoledì al martedì (e ancora in prima serata), che non mi vanno mica a togliere Hannibal?!
Ok, è vero che aveva deluso le aspettative. Non sempre la iper – pubblicità paga, probabilmente. E tutto il martellamento mediatico fatto nelle settimane precedenti aveva creato davvero delle aspettative eccessive. Il fatto che la scorsa settimana avessero proposto 3 puntate a serata era un chiaro segnale che volevano esaurire l’esperimento + velocemente del previsto. Tra l’altro tre puntate mi erano pure un po’ troppo impegnative, come attenzione. Ma c’erano alcuni aspetti veramente geniali, questi pranzi/cene in cui non si sa (o si pretenderebbe che il pubblico capisse bene) cosa mangino gli ospiti, il personaggio di Will Graham così pieno di empatia da immedesimarsi in chi commette gli omicidi.
X non parlare delle battute che infilano qua e là non so se fatte dall’adattamento italiano nel doppiare o se fedelmente tradotte.
Lei va da Will x cercare di convincerlo a rioccuparsi dei casi, lui non la sente arrivare e lei: “l’ibrida è una macchina da stalker”. X me che ho una macchina ibrida e che ho un passato da stalker (non era reato all’epoca passare avanti e indietro x via L. da Vinci x incontrare “casualmente” il mio ex) è il massimo.
Non sono invece sicura rispetto alla carne umana, vado sia al cinese che al Mac Donald’s e quindi non metterei la mano sul fuoco… I’m lovin it.
Xò recentemente mi sono sentita un po’ come Clarice: abbiamo fatto un colloquio in carcere e x un attimo non era chiaro chi fossero i detenuti e le guardie. Sarà che in quei posti lì il dentro e il fuori a un certo punto si confondono e ti confondono e tu non sai + da dove arrivi e dove vuoi andare.
E così carica di emozioni della giornata alla sera, finalmente. Spiderman?!?
“da un grande potere derivano grandi responsabilità” l’ho capito e sono d’accordo, però riusciamo a mantenere la responsabilità di non cambiare sempre i programmi a cazzo?!

questionario

riconsegnato il questionario di soddisfazione sull’azienda – anonimo – come se non fosse già chiaro chi pensa cosa, anche se Giovanni dice che cmq il livello di arruffianamento è talmente alto che alla fine dall’analisi dei questionari emergerà che in azienda si sta benissimo, si va d’accordissimo e i nostri capi sono super competenti!!!
Se solo si capisse che quello che funziona è il gioco di squadra (reale), la rete, la competizione (quella sana) e non che chi fa carriera è xchè ha sputtanato i colleghi e/o leccato il culo ai capi.