Luca

A quindici giorni di distanza dal battesimo di Carlotta abbiamo avuto quello di Luca.
E qui, in quanto parenti stretti – addirittura zii materni – nessun borbottamento da parte di Massimo.
Solita richiesta su cosa serve di regalo e, contrariamente alle aspettative, non ci chiedono soldi, ma vestiti e pannolini. Che fosse un chiaro segnale di S. O. S. x far capire che, a soli 3 mesi del bimbo, sono nella merda? Noi ci siamo limitati a eseguire senza fare della dietrologia. Però ci spiaceva, i pannolini poi si buttano e i vestiti non gli andranno più bene. Volevamo qualcosa che rimanesse. Perché sì, nonostante la parentela stretta, siamo probabilmente alla fine della classifica immaginaria degli zii. Telepaticamente ipotizzavamo di prendere anche un bell’orsacchiotto di peluche formato giga. Come se fosse semplice. A parte il Trudy che c’era e costava anche parecchio, non ne abbiano trovato uno in tutta la città. Ci è fin venuto il dubbio che sia diventata una razza in via d’estinzione. Così abbiano trovato un simpatico delfino di peluche a un prezzo interessante.
Scioccamente pensavo che, avendo invitato poche persone al matrimonio – poche cioè 14 – al battesimo ci sarebbero state le stesse persone, valutando poco probabile ridurre ulteriormente il numero. Invece, colpo di scena, eravamo molti di più. Sono stati riesumati zii e cugini dei genitori del battezzato, credo x ragioni diplomatiche. Tanto che, credo in barba a qualsiasi tradizione, il conto l’ha pagato il nonno paterno. Grazie Ivano, quindi.
Luca ha pianto tutto il tempo dimostrando già la sua scarsa propensione alle cerimonie, mentre finito il tutto era bel tranquillo, ha mangiato, dormito e sorrideva al suo pubblico. Non ancora al delfino, ma per quello ci sarà tempo. Abbiamo mangiato bene – alla faccia della merenda – bruschette, focacce, pizze, salumi, risotto e una mega torta.
Abbiamo chiesto ad Andrea come vanno le superiori – l’altro nostro nipote è proprio grande – e abbiamo scoperto di avere anche noi 14 anni visto che siamo andati a vedere recentemente lo stesso film al cinema…ma il sospetto già ce l’avevamo…
Per il resto del pomeriggio – non ce la posso proprio fare – ho fatto amicizia con A., l’unica bambina iperattiva tra i presenti. X me era solo una simpatica bimba vestita di rosa che si avvicinava incuriosita al festeggiato (e un po’ anche al suo peluche) e poi ho scoperto che invece era un mostro, in quanto prima figlia del compagno della cugina del padre del festeggiato. Mi sembrava che volesse solo giocare, ma invece – mi sarò sbagliata – era un essere pericolosissimo, che persino suo padre evitava di curare. Lo sveltone (e giuro non conosco la mamma della bambina) non le aveva ancora nemmeno fatto fare i compiti x il giorno dopo e pare che del lavaggio dei suoi vestiti che la bambina aveva prontamente sporcato rotolandosi x terra, se ne occupi una tal nonna Luisa.
Ovviamente io le davo retta tra lo sguardo inorridito degli altri del tavolo che non capiscono che l’infanzia abbandonata è costituita da una “casistica” molto molto ampia e variegata, non sono solo i bambini che adotti a distanza x detrarlo dalle tasse.

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