Archivio mensile:ottobre 2013

nome

In questo periodo un po’ difficile, con il timore che il week end non basti nemmeno x ristabilirsi e tutte le paranoie che ritornano, nemmeno facessi parte degli adolescenti, con la testardaggine di non voler ammettere quello che non va, il voler negare che anche a me l’autunno fa cagare anche se tento di dire di no xchè è il periodo in cui compio gli anni e da buon Scorpione non sia mai, dire una nefandezza del genere, tento di ripartire da quello che c’è (visto che ripartire da quello che non c’è, non è proprio possibile) : ho un nome sufficientemente comune da essere sugli adesivi della nutella!
Grazie.

Hai fatto colpo”.
“Spero proprio di sì: è mio marito!”

Superflui tutti i ringraziamenti x il fatto che è venerdì.
Talvolta il mio venerdì lavorativo è davvero pesante, visto che ho a che fare con persone che mettono duramente alla prova la mia pazienza. Temo di averle ormai provate tutte, senza risultato.
I casi che seguiamo insieme vanno male. TUTTI.
Non c’è che una decisione da prendere: andare ognuno per la sua strada e limitare i danni quando siamo obbligate ad avere a che fare l’una con l’altra. Niente sceneggiate. Niente scorrettezze. Un po’ di tristezza rimane comunque però.
E purtroppo questo sentimento ha sicuramente condizionato l’inizio del week end.
La merenda da Manu con le sue news, l’organizzazione del venerdì sera, il saluto dalla Nico e le persone su cui posso contare hanno aiutato a distrarmi, almeno un po’.
Serata anni ’90: speravo così di riuscire a coinvolgere un po’ di gente ed effettivamente così è stato, anche se rimane cmq chi “non si concede” e chi non risponde ai messaggi (eh certo il problema è mio che no sono su whatsapp). Ma su chi c’era niente da dire e, tra l’altro, abituata ormai a serate con allegre famigliole o completamente al femminile, l’arrivo degli amici di Anita è stata sicuramente una parentesi simpatica. Magari non acutissimi nelle loro considerazioni, ma d’altra parte, se sono amici suoi, come me dal resto, non possono che venire dal paese dell’arcobaleno.

mobilità ASL

L’apertura di un bando di mobilità nel periodo di ferragosto era già abbastanza sospetta.
Il fatto che nessuno avesse voluto informarmi della sua esistenza, pure.
Effettivamente chi si è fatta 3 settimane di ferie consecutive ad agosto sono stata io e, avendo già trascorso la settimana di ferie di giugno a decidere se tornare a lavorare a Parma o meno, probabilmente avrei messo a dura prova la pazienza di Massimo, se avessi pure trascorso le vacanze di agosto a decidere se iscrivermi alla mobilità o meno.
Quindi è stato meglio così, come avrebbe detto anche la volpe all’uva nella famosa favola di Fedro (pare proprio che NON fosse davvero acerba l’uva incriminata).
E quindi al ritorno al lavoro apprendo di questo bando, già scaduto, per ben DUE posti, e penso che, coprendo in questo modo la pianta organica, io non avrò mai l’opportunità di tornare a lavorare lì.
Per sempre.
Passata velocemente la prima fase di NEGAZIONE, in cui pensavo che non avrebbero mai potuto assumere due persone, al massimo una e quindi sarebbe poi rimasto un posto libero, sono giunta alla fase migliore e cioè quella della RABBIA, in cui me la sono presa con persone a caso xchè non mi avevano avvisato, accusando più o meno esplicitamente di mentirmi sul fatto che conoscessero il risultato, la DEPRESSIONE è durata poco, o meglio, essendo una fase in me abbastanza permanente, non ci si accorge tanto della differenza con la “normalità”. L’unico COMPROMESSO che sono riuscita a ben considerare è stato quello che se lei (una delle mie tre colleghe d’ufficio) vinceva la mobilità dell’ASL, me la sarei levata dai coglioni!!!
E così dopo che dal 3 ottobre ogni giorno cambia umore e prima positivo xchè ha fatto bene la prova ed era già ai festeggiamenti, poi negativo xchè l’hanno accusata di sapere già che sarebbe stata presa lei (ma chissà come mai) e poi ancora più negativo xchè adesso saltava fuori che solo perché l’hanno tanata che era la prescelta, allora non l’avrebbero scelta e sarebbe rimasta sempre da noi, eccetera, eccetera, oggi finalmente l’ACCETTAZIONE: quando l’ufficio personale le ha telefonato per comunicarle la lieta notizia (+ x me che x lei, ormai), non ho potuto che complimentarmi.
Mi auguro che non la sostituiscano, xchè qui è un attimo passare dalla padella alla brace.

Erika’s 40


Non c’era dubbio che i 40 andassero festeggiati.
Ho conosciuto Erika sul mio primo posto di lavoro. Ero inizialmente partita con l’idea di tenere ben separati vita lavorativa e vita privata. Non avevo certo iniziato a lavorare x fare amicizia. E da buona 22enne ho cambiato idea credo in meno di due settimane. Lei era troppo incasinata sentimentalmente e io ero troppo single x non iniziare a vederci anche dopo il lavoro.
Mi aveva “convinto” (sai che fatica) chiedendomi un’alternativa a una sua serata in casa a sorbirsi il terzo grado dei parenti sul perché e per come avesse lasciato il suo fidanzato con cui stava da una decina d’anni. E così quale occasione migliore per andare insieme anche agli altri alla festa della birra a Travo?
Da lì abbiamo passato anni splendidi: ci vedevamo 6 giorni su 6 al lavoro e, compatibilmente con i turni del suo nuovo fidanzato, tutto il week end.
Con le sue tettone e il suo abbigliamento vedo/non vedo, le compagnie di ragazzi erano tutte le nostre. Poi lei li tediava parlando sempre e solo del suo fidanzato e dei suoi turni di lavoro e quindi, spesso, i vari omini riversavano su di me. E’ rimasta leggendaria quella vigilia di natale al Dixie noi uniche 2 ragazze con al tavolo un 13 ragazzi. Lei era la sorella maggiore che non avevo mai avuto e io, credo, x lei l’amica su cui potevi sempre contare.
Le strade lavorative nostro malgrado si sono divise, ma il nostro rapporto in quegli anni è proseguito. Lei non aveva menate x luoghi, orari, compagnie, chi prende su la macchina, eccetera, eccetera. E io avevo digerito bene il mio ruolo di amica con cui esce quando il tipo ha il turno. Erano gli anni in cui la maggior parte delle mie amiche fidanzatissime mi avevano scaricato, tanto che ogni amica in più col moroso era diventata x me fonte di disperazione, non riuscivo nemmeno a essere felice x loro, immaginandomi già come una pietra scalciata. Erano tutti dei cretini ipergelosi con cui avevano delle relazioni al limite del reato di sequestro di persona. Ne parlo al passato perché sono stati poi negli anni tutti scaricati (sempre troppo tardi cmq). Beh erano quegli anni lì e la vivace presenza di Erika mi aveva sicuramente permesso di vedere le relazioni sotto un altro punto di vista. Poi abbiamo avuto i nostri problemi, temporalmente coincisi con la sua convivenza, ma non direi proprio collegati a quella. Questa volta ce la potevo anche fare a essere felice per una mia amica che, dopo svariate vicissitudini, aveva trovato un equilibrio nella sua travagliata relazione. Sarà che io ero andata ad abitare da sola e sembrava davvero tanto che a lei non interessasse nulla, sarà che avevo trovato curioso che lei fosse diventata amica delle mie ex amiche. Gliele avevo presentate io. X la prima poteva davvero essere stato casuale, io e P. ci eravamo davvero allontanate e non sarebbe giusto incolpare Erika. X quanto riguarda C. e G. invece non ho dubbi, lei ha sicuramente gettato benzina sul fuoco. Dopo aver mollato i suddetti cretini ipergelosi erano tornate da me, mangiavano e dormivano a casa mia, facevamo le 16enni, eravamo tornate a quel rapporto stretto di una volta. Io ho fatto i miei errori, ma forse le persone intorno a noi non ci hanno aiutato aumentando i pettegolezzi e le distanze.
Era come se lei avesse voluto “insegnarmi” come si stava amica con loro.
Ormai sono passati un po’ di anni e questa palla della formazione obbligatoria mi ha permesso di rivederci, in fondo siamo sempre colleghe. Negli incontri di formazione lei avrebbe potuto anche non considerarmi e fare gruppo con le altre sue colleghe, invece è sempre stata carina, mi teneva il posto vicino a lei, mi presenta alle persone che non conosco e mi racconta di suo marito e dei suoi figli. Le nostre vite sono molto diverse e io ancora non riesco ad andarla a trovare a casa.
Ma galeotta fu la spiedata di Travo.
Ormai è tappa fissa: tutte le estati ci vediamo lì. E quando ci siamo viste quest’estate mi sono sentita di tentare di convincerla a festeggiare i 40 anni insieme.
Certo quando mi ha telefonato per dirmi che aveva guardato i turni di Roberto, speravo che gli rifilasse i pupi e di uscire noi “ragazze”. Ma i tempi sono cambiati e accetto questa modalità familiare. Nel vedere che al tavolo c’erano le varie famiglie dei bambini che vanno alla materna con il primogenito, non ho potuto che pensare che i tempi sono cambiati, ma sono ugualmente orgogliosa di esserci ancora, ripensando ai tempi trascorsi mi esce un sorriso e non voglio perderla.
AUGURI ERIKA!

Ottobre – Yoga

Non so perché ho accettato di iscrivermi al corso di Yoga.
Nei progetti dell’autunno 2013 c’era quello di frequentare un corso di dizione e finalmente scoprire dove vanno gli accenti delle parole. L’ospedale e altro mi hanno distratto da questo progetto, anche quest’anno.
Inizialmente le mie amiche volevano andare a nuotare o in palestra e lì sarebbe stato chiaro che non avrei fatto nulla di tutto ciò. Poi Marianna si è informata (altro che segretariato sociale!) e ci ha mandato una bella mail con luoghi, orari e costi. Con l’efficienza non si scherza.
Inizialmente avevo ceduto sulla lezione di prova, ingolosita dal post corso: cena e chiacchiere, niente di che, ma poiché si punta tutto sul tempo libero, questo programma rientrava alla perfezione.
L’orario delle 18.15 non mi aveva permesso però di partecipare e quindi le avevo raggiunte dopo anche “giustificata”. Il luogo scelto x il post non mi entusiasmava, ma ugualmente le ho raggiunte.
Chiacchiere negative del proprietario sulla crisi economica a parte (Marianna ha detto che mi sono letteralmente girata dall’altra parte quando ha iniziato a parlare…non me ne sono accorta, ma sarà andata sicuramente così…) alla fine ero stata anche soddisfatta di averle raggiunte. Forse anche xchè alla cassa ho incontrato il mio primo ex che si è assicurato, sia chiedendomelo, sia controllando la mia mano, che io sia ancora sposata. Non mi chiederò se è perché voleva marpionare o se perché interessato a come procede la mia vita. So esattamente la risposta.
Spostato l’orario alle 19.00 non ho più avuto scuse e mi sono iscritta, già pagato tutto ottobre, come incentivo, diciamo. Poi vedremo. La rigidità sull’orario: se arrivi tardi non apre! – la mia mancanza di coordinazione – il mio confondere l’inspirare con l’espirare – non so se mi condizioneranno sul non proseguire. Per ora mi godo la rilassatezza che mi accompagna durante la pratica e nei gg successivi. E la pizza da me dopo in compagnia. Le ragazze pensavano che ce la saremmo andata a prendere dopo, ma quale occasione migliore per condividere quello che cucina with love Massimo.

Sally says: recycle

Sono rimasta un po’ indietro nel vedere sia le puntate italiane sia quelle americane.
Mi sa proprio che è colpa dell’orario lavorativo invernale.
E così ho avuto l’occasione di vedere quasi contemporaneamente la stessa scena di Steffy al computer, quella originale in cui lei chiede a internet se fa male bere il the verde in gravidanza (ma scusa non potevi poi chiedere anche se faceva bene andare in moto nel traffico?! Bell ti odio…) e quella riciclata in cui chatta con Liam.
Niente da dire: annullare il matrimonio col babbeo e adottare la cagnolina Malibu mi sembrano entrambe una buona idea x superare il lutto. E anche tenersi i ricordi.
Great memories can’t be forgotten or erased!
Peccato che gli altri due non si sposeranno mai e hanno davvero rotto tra l’altro. Se c’è sempre qualcosa e/o qualcuno in mezzo che impedisce di sposarvi forse forse ha ragione Wyatt: “ditch that guy!”
Cmq ho proprio idea che la Jacqui non tornerà più, se poi adesso arriva pure la Ashley Pearce. Se il personaggio ha la verve del suo padre nella soap, altro che sbadigli…

Bling ring

Bling Ring

riflessioni sul perché andiamo a vedere i film per adolescenti a parte, il film mi è piaciuto. Andiamo al cinema al lunedì sera perché costa €5, non so se esistono ancora gli abbonamenti, io ho smesso di farlo, prima era comodo xchè valeva per tutte le sale dei cinema del centro, poi valeva solo nel cinema in cui l’avevi fatto e allora tanto vale andarci di lunedì senza rischiare di fare un abbonamento
Tratto da una storia vera, dall’articolo “I sospetti indossavano Loubutin” che poi ho avuto la curiosità di cercare e leggere in internet.
Affronta trasversalmente varie problematiche giovanili (non è un film sulla stupidità di Paris Hilton, come a uno sguardo superficiale potrebbe sembrare) la mancanza di punti di riferimento, i falsi idoli, il volersi mettere in mostra, la trasgressione, la dipendenza, l’amicizia, il tradimento, la fragilità dei rapporti.
Brava la Sofia Coppola, anche nella scelta degli attori. Anche se ho trovato curioso che i ragazzi che hanno davvero compiuto i reati, fossero, dal mio punto di vista, più belli degli attori scelti.
Come ho trovato curioso che cercando la storia vera dei divi rapinati meno noti mettessero tra parentesi che cosa avevano fatto al cinema e/o in tv. Oltre a quanto appare scema Paris Hilton. Stranamente i ragazzi sono dei delinquenti, ma chissà perché nessuno mette in dubbio che avessero davvero trovato la cocaina dalla Paris oltre al fatto che tenesse la chiave sotto lo zerbino: o sei così genio da tenerle lì in modo che non ti spacchino porte e/o finestre per entrare. O sei Paris.
Non sono sicura che “quelli veri” abbiano però davvero imparato la lezione. Temo che tutta questa notorietà (x quel che è durata all’epoca e adesso con il film) non li abbia aiutati per niente.
Forse potranno non rubare più, ma rispetto ai valori, dubito che li abbiano trovati.
E Lindsay cosa ha detto?

borsa di paglia…ciao!

borsa di paglia...ciao!

Decisamente è venuto il momento di riporre la mia borsa di paglia x tirarne fuori una un po’ più…invernale!
Ormai ho preso l’abitudine d’estate di recarmi al lavoro con una borsa di paglia. Ho copiato l’idea tanti anni fa dalle mie colleghe dell’ASL e persisto. Ovviamente rigorosamente con cerniera, che, ovviamente, tengo rigorosamente aperta (e questa è l’abitudine che mi ha lascialo la Fede). Ne avevo presa una nei saldi in via XX, che mi era durata un sacco, prima che le cuciture e le perline applicate mi abbandonassero, poi era stato il mio acquisto di Skiathos, anch’essa distrutta, l’anno dopo quella gigante di Monterosso: ok mi ero fatta impressionare dalle foto della ricostruzione dell’alluvione e forse mi è un po’ troppo borsa da spiaggia. E poi quest’estate, esattamente a Ferragosto, poco prima dei fuochi d’artificio a Bobbio, avevo trovato lei!!! Stavo valutando che è un po’ troppo per il lungo e io sarei più comoda più larga e corta, ma alla fine ho pensato che andava bene. Mi aveva già convinto a prezzo pieno, figuriamoci quando la commessa mi ha detto che costava la metà. Che spettacolo questo shopping di Ferragosto!
Ma ora la devo proprio abbandonare: poco si concilia con gli stivaletti e la giacca pesante di oggi…